Programmes, questione di riti.

Programmes

Un rituale pagano tanto importante quanto il consumo di birra prima (durante e dopo) il match. Che resiste immutato nel  tempo, nonostante i clamorosi e rapidissimi progressi che la tecnologia hanno imposto sia nella diffusione delle notizie, sia nell’intero sistema editoriale.  L’acquisizione del matchday programme, ossia del giornalino ufficiale della società prima del match, con all’interno statistiche, storie, curiosità, interviste e quant’altro relativo all’universo della squadra ospitante, è una vera e propria istituzione, con i primi pezzi, che ormai hanno oltre un secolo di vita, che vanno letteralmente a ruba nelle case d’asta a prezzi che vanno ben oltre il migliaio di sterline. Un must per i tifosi, una risorsa fondamentale per i collezionisti e per tutti coloro che amano il calcio Inglese e le sue storie, che sulle appiccicose pagine del giornalino vengono tramandate di generazione in generazione.

football-league-review

Quando adesso si compra un matchday programme, siamo abituati ad un formato tascabile, pieno di interviste, contenuti e soprattutto tantissime foto a colori che si perdono tra gli sponsor del club, le immancabili parole del presidente e del capitano oltre che alle fan scope, ossia le opinioni raccolte dai “redattori” (che nella maggioranza dei casi sono dei volontari del club) ai tifosi (a volte anche ospiti) durante la settimana. In origine, il matchday programme non era altro che un cartoncino (a cui veniva allegata una matita), con scritti i giocatori in campo e un piccolo spazio per annotare i goal: veri e proprio reperti risalgono addirittura all’epoca antecedente la formazione della Football League nel 1888. La nascita invece del matchday programme inteso come giornalino è invece datata qualche anno più tardi, e la si deve con tutta probabilità all’Aston Villa: è il 1906 quando il the Villa News and Records esce per la prima volta negli stand appena all’esterno del Villa Park. Da allora ovviamente il formato è cambiato varie volte, i contenuti sono divenuti più dinamici con il passare dei tempi, ma il nome e l’anima del giornale non è mai cambiato, e il prossimo anno quello che all’epoca venne visto come un ambizioso progetto editoriale compirà i suoi primi 110 anni di vita.

Ma per i collezionisti, e per tutti gli appassionati del calcio Inglese, nulla è come la finale di FA Cup. Esistono reperti che risalgono già alla finale del 1882: finale storica, in quanto l’ultima vinta da un club completamente amatoriale, ossia gli Old Etonians (club che per altro continua a vivere come squadra studentesca della prestigiosa università di Eton, e che si appresta a breve a festeggiare i suoi 150 anni), che batterono il Blackburn Rovers per 1-0, in una finale giocata al The Oval, uno degli stadi tempi del cricket inglese.  Nel 2013 gli stessi Old Etonians, con una spesa di oltre 35mila sterline, sono riusciti ad acquisire l’unico esemplare rimasto di quello che rimane il loro più grande successo nella storia: una reliquia che pensiamo (anche per la spesa effettuata) venga custodita in maniera molto gelosa dalle parti della bacheca sportiva dell’università di Eton. Al secondo posto in questa classifica il programma ufficiale della finale del 1909, quando il Manchester United affrontò il Bristol City, che venne aggiudicato da Graham Budd per una cifra ben superiore alle 20.000£.

football-club-programmesMa come erano strutturati in origine questi programmi? Alcuni di questi risalenti ad ormai oltre un secolo erano completamente (e sorprendentemente) a colori, anche se ovviamente la maggior parte delle  produzioni è in bianco e nero. Fino agli anni ’50, il formato tradizionale era uno tascabile, divenuto poi sempre maggiore fino ad un enorme formato A4 (possibile grazie alla grande produzione di fogli in questo formato) negli anni ’70. Negli anni moderni grazie alle nuove tecnologie si è passato ad un formato A6, pienamente tascabile e completamente a colori anche nelle categorie minori. Il giornalini infatti sono fatti da volontari, che spesso vengono retribuiti grazie alle pubblicità che riescono a raccogliere all’interno del giornale. Bisogna infatti pensare che anche nella Non League attuale avere sponsor non è affatto facile specie vista l’epoca attuale, e questi volontari vanno alla ricerca di fondi per finanziare il club e ottenere visibilità in ambito cittadino: un classico esempio di comunità che si stringe attorno alla sua gente e quindi alla loro squadra di calcio.  Il fatto di essere da sempre frutto di volontari ha portato nel corso delle storie a dimenticanze ed errori clamorosi: la più famosa fu l’assenza del nome di Duncan Edwards, il leggendario giocatore lanciato da Busby a meno di 17 anni in una sfida contro il Cardiff City. Che venne indicato esclusivamente con un nome vuoto a fianco del suo nome. Il destino porterà via Edwards, assieme a tanti altri suoi compagni, nella tragedia aerea di Monaco di Baviera del 1958.

Ci sono ovviamente dei programmi che hanno fatto la storia: esistono infatti due versioni di quello storico della finale del mondiale 1966, unica vittoria della nazionale dei tre leoni al mondiale: in una il colore della bandiera britannica è celeste, in un’altra più scura. Queste copie vennero distribuite in egual numero, e infatti a livello collezionistico non c’è grande discrepanza tra i due formati, che per altro sono piuttosto comuni e reperibili con relativa facilità. Non c’è invece grande reperibilità del programma della finale del 1927: una finale vinta dal Cardiff City, che per la prima e ultima volta hanno portato fuori dal confine Inglese la coppa nazionale. Un esemplare di questa edizione è stata acquisita da un tifoso degli stessi bluebirds un paio d’anni fa per oltre 5.000£. Altri due programmi sono leggenda: uno è il primo subito dopo la tragedia aerea di Monaco, una commovente edizione a ricordo dei giocatori dello United periti duranti l’incidente: una sfida di FA Cup del 1958 contro lo Sheffield Wednesday. Un altro è più recente, relativo alla finale FA Cup 1996: prima della distribuzione a Wembley un ingente numero di Programmes venne disperso per causa di un incendio, rendendo gli esemplari disponibili non più di cinquemila. E’ il programma moderno più ricercato e famoso.

article-2326592-19DE8B8C000005DC-53_634x603

Attualmente, i programmes resistono nel tempo, nonostante l’avvento di internet e i canali sportivi 24/7 rendano molto più facile e accessibile la reperibilità delle notizie relative al club, una volta raggiungibile in maniera sparuta sulla stampa locale e appunto sui giornalini. Definirli un oggetto solamente per collezionisti sarebbe riduttivo, visto comunque la mole di lavoro che c’è dietro, e anche il successo che tuttora continuano ad avere negli stadi. Ma quanto costa attualmente un programma? In Premier League il prezzo è uniforme, attorno ai 3,50£: ci sono club che lo mettono in vendita a 3£ (Sunderland, Chelsea, Newcastle e Man City), mentre il più caro è il Southampton che lo distribuisce a 4£. Il programme più conveniente è quello del Fleetwood Town, club di League 1 che lo mette in vendita da sempre al prezzo simbolico di una sterlina. Al secondo posto l’Huddersfield Town, club di Championship che lo rivende a 2£. Tra tutti i campionati professionistici Britannici, solamente lo Stenhousemuir, club di League 1 Scozzese, non distribuisce i programmini: un club su oltre 130 nel Regno Unito. Il dato, forse, più eclatante e riassuntivo, che testimonia una leggenda che continua a vivere , e che continua a raccontare la storia del calcio Inglese, la storia di tutti noi.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*