Jamie Vardy, l’operaio che ha scritto la storia della Premier

Immaginate di essere un calciatore che gioca in una squadra di ottava serie, prendendo 30£ di rimborso spese a settimana (prendevo quasi di più ad allenare una squadra di piccoli amici lo scorso anno, ndr), che però segna tanti, anzi tantissimi goal.

Immaginate che finalmente, dopo 4 anni con 66 goal in poco più di 100 presenze con la tua squadretta a 20km da casa, ti notino ad una squadra di categoria superiore, con ambizioni di promozione: accetti, e al primo anno segni 27 goal vincendo il titolo di capocannoniere e trascini all’agognata promozione la squadra diventando l’idolo dei tifosi.

Immaginate, a questo punto, di cominciare una vera e propria scalata attraverso le categorie: il calcio di provincia ormai è veramente troppo stretto: Conference National con il Fleetwood: 31 goal. Ormai si è pronti per il grande salto tra i professionisti, e arriva il Leicester City, desideroso di tornare in Premier League. Il primo anno è difficile, ma nel secondo ricominci ad essere la macchina che sei sempre stato, e con i tuoi goal trascini la tua squadra nel campionato più ricco e prestigioso del mondo.

4 anni fa giocavi in un campionato poco più che di contea, adesso giochi contro Aguero, Hazard, Gerrard: i campioni che hai sempre ammirato in televisione. Anche qua bisogna saper aspettare, la squadra è competitiva, e la porta soprattutto stretta. Arrivano comunque 5 goal e l’impressione di non essere al culmine del sogno, ma di essere appena all’inizio.

Perchè arriva un allenatore con un grande pedigree come Claudio Ranieri ma reduce da un paio di stagioni fallimentari, che decide di darti in mano le chiavi della squadra, come facevi nella squadretta del dopolavoro solamente 5 anni fa. E te allora decidi non solo di cominciare a segnare, ma di entrare direttamente nella storia della Premier League: 13 goal in 13 partite, e soprattutto eguagliato l’impressionante record di Ruud van Nistelrooy di essere andato a segno per 10 partite consecutive. Nel campionato più famoso del mondo. Nel campionato dove strapagano decine e decine di milioni giocatori quasi sconosciuti. Ottenendo addirittura la chiamata nella nazionale Inglese.

Un ragazzo che non ha mollato, che gioca con lo stesso spirito di quando andava a lavorare di pomeriggio e si allenava alla sera nel campetto vicino a casa, e che alla notte magari alzava un po’ il gomito. Un ragazzo che ha avverato i propri sogni, e che ora sta scrivendo la storia.

Onore a Jamie Vardy, onore a Claudio Ranieri, onore al Leicester City!

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