Jimmy Glass, la leggenda del Nord Ovest

Sono due gli incubi ricorrenti per le squadre inglesi, il primo è sicuramente perdere la semifinale dell’FA Vase.
La competizione è riservata alle squadre dalla nona serie in giù (le serie regionali) e le migliori due, dopo un’infinita serie di turni preliminari, arrivano a giocarsi il torneo niente meno che a Wembley, roba da non credere visto che fino a pochi giorni prima disputavano le loro partite in inospitali campetti di provincia.
L’altro incubo è la discesa dalla Football League alla Conference.
Le differenze economiche tra quello che è il calcio professionistico e quello di Non League è qualcosa di enorme, un vuoto infinito che quasi sempre impiega anni ad essere colmato.
A fine ’90 questo abisso era ancora più ampio e una retrocessione in Conference avrebbe di fatto messo fine alla possibilità di produrre calcio specie a dei club con poche finanze come Carlisle United e Scarborough.

L’8 Maggio del 1999 Scarborough e Carlisle si giocavano la sopravvivenza nella Football League e, come abbiamo visto, sostanzialmente nel calcio che conta.
Perché per entrambi i club le risorse economiche erano poche ed una retrocessione avrebbe significato sostanzialmente chiudere con il calcio.
Il Carlisle doveva affrontare il Plymouth Argyle che aveva ormai chiuso il campionato in una tranquilla posizione di mezza classifica.

Al McCain Stadium i Robins dello Scarborough ospitavano invece il Peterborough United che, con una serie di risultati favorevoli, era potenzialmente ancora in lizza per i playoffs.
Il Carlisle doveva vincere e sperare che il Scarborough non facesse lo stesso.
A fine dei primi tempi al McCain Stadium il risultato era di 1-1, mentre a Carlisle il punteggio era fisso sullo 0-0.
Contro tutti i pronostici la gara del Carlisle era ancora inchiodata, con i padroni di casa in netta difficoltà e ancora a galla solamente ad un grande Jimmy Glass, il portiere dei Cumbrians che aveva chiuso in faccia la porta agli ospiti in innumerevoli occasioni.
Jimmy Glass, l’eroe inaspettato.

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Nato calcisticamente nel Crystal Palace, ottenne zero presenze con la maglia delle Eagles.
Come molti giocatori alla ricerca della propria dimensione iniziò a girovagare su e giù per l’Inghilterra senza troppa fortuna: tolta qualche presenza con il Dulwich Hamlet e con il Portsmouth non trovò grosso spazio tra i pali finché il Bournemouth lo mise sotto contratto.
Con la maglia dei Cherries totalizzò 95 presenze in due anni e diventò famoso per uno sfortunato autogoal nella finale del Football League Trophy a Wembley.
Non proprio il tipo di portiere a cui affideresti la tua sopravvivenza calcistica.

Ma se quel giorno il Carlisle era ancora in corsa lo doveva alle parate nelle ultime due giornate dello stesso Glass, a cui i tifosi dello United avevano ormai rivolto la più totale fiducia.
Quando al 49’ il Plymouth passò in vantaggio il Carlisle sembrava veramente condannato.
Ma dopo dieci minuti arrivò il gol del pareggio e l’ultima mezz’ora fu un vero e proprio assalto.
Il portiere del Plymouth sembrava invalicabile e tutti sappiamo che quando la palla deve entrare per forza ogni cosa che può andare storta va storta.
Giunse il novantesimo e il punteggio era ancora di 1-1.
Al McCain Stadium era già finita, il pubblico era  in campo e dagli altoparlanti era già partito il classico “We’re staying up” di circostanza.
Ma a Brunton Park l’arbitro doveva ancora fischiare.
Tutti noi  sappiamo che fino a che la palla è in aria c’è ancora speranza e ci aggrappiamo ad un brandello di follia che ci fa credere che l’ultima azione potrebbe essere quella decisiva.
E  quell’8 maggio c’era ancora un ultimo calcio d’angolo da battere, il classico della disperazione dove anche il portiere sale.
E infatti anche Jimmy Glass si presentò nell’area avversaria.

Carlisle United v Plymouth Argyle , Nationwide League Division 3 Mandatory Credit - Action Images / Alex Morton Carlisle's Goalkeeper Jimmy Glass celebrates scoring the winning goal to keep them in the league

Scott Dobie svettò e il portiere ospite Dungey riuscì ad opporsi, ma sulla respinta si avventò Jimmy Glass che scagliò la palla in rete tra l’incredulità generale del pubblico che corse all’impazzata ad abbracciare quel portiere che in quattordici giorni salvò la squadra dalla retrocessione e probabilmente dal fallimento.
La scena dei 10mila tifosi che invasero il prato cercando di abbracciare Jimmy Glass è una delle più iconiche della storia del calcio Inglese, tanto che è stata messa al 19esimo posto degli eventi più incredibili della storia del gioco, seconda solamente all’incredibile finale di Watford-Leciester nei playoff di Championship nel 2012 per quanto concerne la Football League.

Oggi la vita di Jimmy Glass continua tranquilla, tra un allenamento con il Poole Town, piccola squadra di Southern Premier League vicino casa di cui è allenatore dei portieri, e un viaggio in macchina, con la quale accompagna i turisti tra le rocciose coste del Sud dell’Inghilterra, raccontando magari ai suoi clienti aneddoti sulla sua carriera e su quel pomeriggio a circa 600km di distanza che lo ha fatto diventare un idolo per il popolo del Cumberland, e una leggenda della Football League.

Esiste una sola leggenda nel Nord Ovest dell’Inghilterra: Jimmy Glass, saving the best to last.

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