Pies, una torta per il football

Pies

Birra, in abbondanza. Il giornalino lo abbiamo ormai lo abbiamo già letto ed è pronto ad essere riposto per portarlo a casa. Il match sta per iniziare, oppure siamo all’intervallo, e lo stomaco reclama un po’ di cibo. E il cibo tipico del calcio Inglese è la Pie, ossia la torta! Ogni contea ha la sua specialità, con le squadre di calcio che nella propria club house sfoderano dunque le loro specialità in quella che viene vista una sfida nella sfida, che in Inghilterra ha due dominatori: il miglior cuoco del calcio Inglese, ossia Brian Murdoch, che da oltre due decadi raffina il palato e il fegato dei tifosi del Kidderminster Harriers, e i tifosi del Rotherham United, che sono da sempre etichettati come i più grandi consumatori di torte nel calcio Inglese. Ma come mai questa pietanza è cosi popolare nel calcio Inglese? La risposta è tanto per cambiare racchiusa nel passato, in un ipotetico viaggio nel calcio che fu fino ai giorni nostri.

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“Who ate all the pies? Who ate all the pies? You fatty bastard! You fatty bastard!” è uno dei cori più celebri della storia del calcio Inglese. Chi ha mangiato tutte le torte? Tu, bastardo ciccione. Il coro, che spesso viene intonato con un ritornello di una canzone del 1938, ossia Knees up Mother Brown, è rivolto a giocatori avversari, arbitri o personaggi che hanno più di qualche chilo di troppo. Era il 1894, e a Bramall Lane, stadio in piedi dal 1855 quando il calcio doveva essere addirittura ancora inventato (o meglio, regolamentato), le torte all’intervallo erano finite. Il pubblico, deluso, ha un solo colpevole: William “Fatty” Foulke, portiere della loro squadra, una montagna d’uomo di 1,94 cm e soprattutto oltre 140kg di peso. Su questo personaggio iper affascinante e fondamentale della storia del primo secolo di storia del calcio Inglese, esistono varie leggende: addirittura a fine carriera raggiunse i 150 kg secondo la leggenda, anche se secondo alcuni racconti cartacei dell’epoca il suo peso forma non era oltre gli 80kg e il suo nickname dato dalla stampa ad uno che comunque è stato uno dei migliori portieri di un calcio comunque pioneristico era di polpo, per la sua capacita di essere agile e attanagliare il pallone.

Il “Mangiatore di torte” più celebre del secondo secolo è invece sicuramente Micky Quinn, ottimo giocatore con le maglie di Portsmouth, Newcastle United e Coventry City in Premier League, che con la maglia dei Magpies nel 1992 si rese protagonista di un episodio storico: in una delicata sfida salvezza con il suo Newcastle contro il Grimsby Town (in una delle peggiori stagioni di sempre della storia del club bianconero), i tifosi del Grimsby gettarono addosso a Quinn un pezzo di torta. La reazione del giocatore fu sorprendente, mangiandosela facendo ridere il pubblico ma guadagnandosi la nomea nella tremenda stampa d’oltremanica e trai perfidi tifosi di mangiatore di torte. Che da quel momento saranno mangiate tutte da lui, soprattutto da parte dei tifosi avversari della squadra in cui militava Quinn. Il suo fisico gli fece guadagnare invece il soprannome di Sumo e di Ippopotamo, ma i suoi goal fecero addirittura pensare a lui come convocabile per le qualificazioni al mondiale del 1994, cosa che però non avvenne. Pie-Pint-web

Fondata nel 1963 a Syston, non lontano da Leicester, Pukka Pies è una vera istituzione tra i tifosi di calcio. Specie a Rotherham, dove a Millmoor prima, e al new York Stadium adesso, se ne fa un consumo spropositato: più del 40% rispetto alla media negli altri stadi della Football League, oltre al record di torte consumate sugli spalti. Lo conferma Peter Mayes, il direttore di un’azienda che fornisce pies a circa metà dei club professionistici inglesi. Il consumo di solito si attesta attorno al 20% dei tifosi all’interno di uno stadio, a Rotherham il numero è il doppio. Wigan e Morecambe sono invece ai piedi del podio, a conferma che i più grandi mangiatori di torte siano tutti nella zona più a nord d’Inghilterra.

Eppure la migliore pie del calcio Inglese viene fatta nelle Midlands, a Kidderminster, cittadina non troppo lontana dal confine con il Galles, al punto che la squadra ha partecipato per vari anni addirittura alla Welsh Cup. Ad Aggborough, lo stadio degli Harriers, ormai i tifosi entrano solamente per un motivo, visto anche i risultati modesti della squadra di calcio: assaggiare la specialità dello chef Murdoch, ossia l’impasto da 800 grammi che fa impazzire i tifosi. Ad una cifra piuttosto alta specie considerando il club di Non League, di 4,50£ che la rende la pie più costosa del mondo: ma per qualità e dimensioni, è nettamente una delle spese migliori che si possa fare se si passa da Kiddy. Una vera istituzione, come dice lo stesso Murdoch, la cui ricetta resta segreta, frutto di un’esperienza nel settore di oltre 53 anni. Carne, carote, cipolla, patate, tutti elementi naturali al servizio delle bocche affamate dei tifosi. E alla domanda su come mai costi più a Kidderminster che all’Ethiad di Manchester, la risposta è secca ma col sorriso: “4£ per quella merda?”

p1250335Ma se a Kidderminster la situazione è la seguente, con un menù competo (ossia un te) che porta la spesa a 6,50£, altrove com’è la situazione? A Stamford Bridge la pie più economica della Premier League, 2,50£ il suo costo. Quello medio è attorno alle 3£, mentre le più care sono a Selhurst Park e all’Ethiad, 4£ al pezzo. La più economica della Football League è a Rochdale, 2£ per un pezzo, con la “capitale” Rotherham che è in media con le sue tre sterline.  Ad Elgin invece quella più economica del British Football: nella cittadina Scozzese del nord con una sterlina viene un pezzone di torta. Buona come quella di Kidderminster? Difficile rispondere. Ma se guardando una sfida di calcio Inglese vedrete tanta gente con un pezzo di torta in mano, pensate a questo pezzo…

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