Jamie Vardy, la classe operaia al potere

Ormai gli exploit continui di Jamie Vardy non fanno più notizia. Con il goal del momentaneo 1-0 realizzato nel posticipo delle 18,30 contro il Manchester United, il giocatore nativo di Sheffield ha infatti trovato la rete per l’undicesima volta consecutiva, battendo il record di marcature consecutive realizzate in Premier League che era stato detenuto fino a quel momento da Ruud van Nistelrooy, che proprio con la maglia dello United si era fermato a dieci reti in altrettanti incontri. Il ragazzo operaio, la cui storia è sulla bocca di tutti da ormai parecchie settimane, non sembra voglia proprio fermarsi, e settimana prossima, nella sfida contro lo Swansea City al Liberty Stadium, ha la possibilità di estendere il proprio record non solo la Premier League (istituita nella moderna formula nel 1992), ma a tutta la storia del calcio Inglese.

Bisogna infatti tornare al 1932, quando un ragazzo Irlandese, Jimmy Dunne, stupì tutti realizzando 18 reti in 12 gare consecurive con la maglia dello Sheffield United, la città guarda caso dello stesso Jamie Vardy. Le analogie tra i due giocatori, pur essendo passati oltre 80 anni, non sembrano però solo fermarsi alla città di appartenenza dei due: nato nel 1905 a Ringsend, quartiere del sud di Dublino, inizia la propria carriera con lo Shamrock Rovers, e in età giovanile, con l’Irlanda in pieno processo d’indipendenza dal Regno Unito, si fa pure qualche giorno di galera per eccesso di simpatia Repubblicana. La sua carriera calcistica spicca nel 1923, quando accede al Brighton (quarta serie), quindi nel 1926 Sheffield in Second Division, salendo a suon di goal nel 1929 in First Division. Già nella stagione 30/31 è capocannoniere, con 41 goal segnati in campionato, preludio a quella che sarà la striscia di 12 partite consecutive a segno nella stagione successiva. Arriverà una chiamata di un top club, l’Arsenal, ma le cose dalle parti di Highbury non andranno benissimo, al punto che scenderà in Second Division per giocare con il Southampton prima di chiudere la carriera in Irlanda con lo Shamrock Rovers, dove allenerà fino all’ultimo giorno della sua purtroppo breve vita, visto che un attacco di cuore ad appena 44 anni lo porterù via.

CU0jVPIWwAAXWVQIl record Europeo è invece detenuto da Lionel Messi, con l’incredibile striscia di 21 partite consecutive a segno nella stagione 2012-13, quando la Pulce realizzò in campionato 46 goal mancando la porta in solamente quattro partite nell’intera stagione. Jamie Vardy, con gli undici goal realizzati, ha eguagliato quello che è il record di marcature consecutive in Serie A, record detenuto da Gabriel Batistuta che con la maglia della Fiorentina nella stagione 1994/95 andò appunto a segno per 11 volte di fila. In Germania invece il record è detenuto da Gerd Muller: il leggendario centravanti del Bayern Monaco, nella stagione 1969-70, per 16 partite consecutive mise la palla in fondo al sacco: giocatori leggendari, imprese epiche: Jami eVardy è ufficialmente all’interno di questo esclusivo club.

E, in fondo, siamo felici che a battere questo record non sia stata una delle stelle del campionato Inglese, ma un vero e proprio operaio del gioco, ritrovatosi in Premier League dopo una gavetta interminabile che ora sta raccogliendo i frutti del proprio duro lavoro in campo.

La carriera di Jamie Vardy parte dalla accademy dello Sheffield Wednesday, dove però, anche per la sua corpuratura esile e un comportamento non sempre impeccabile, viene rilasciato a soli 16 anni. A questo punto deve trovarsi una squadra, e la trova ad appena 20km da casa: ad accoglierlo è Gary Marrow, manager dell Stocksbridge Park Steel, che lo mette sotto contratto, nella sua squadra di Northern Premier Division One, per la cifra simbolica di 30£ a settimana. Jamie ripaga la fiducia di Marrow, trovando in tre stagioni oltre 100 presenze e l’ottimo bottino di 66 goals. Si interessano a lui alcune squadre di Football League come il Crewe Alexandra e il Rotherham United, ma alla fine nel 2010 si materializza il passaggio all’Halifax Town, dove con i suoi 29 goal in 41 partite contribuisce alla rinascita degli Shaymen (che due anni prima erano falliti perdendo il loro posto in Conference), che vincono la Northern Premier Leauge tornando appunto in Conference North. A questo punto, il nuovo salto per Jamie è pronto: arriva la chiamata dell’ambizioso Fleetwood Town, che punta dritto alla promozione dalla Conference National alla League 2, e che affida le chiavi del proprio attacco proprio a Vardy: il bomber non tradisce, 31 goal in 36 giornate e promozione acquisita per la squadra costiera del nord che per la prima volta arriva nel calcio professionistico. 12247169_10206494245012447_1453427430364074322_nOrmai il nome di Jamie Vardy inizia a circolare nel calcio che conta, e arriva la chiamata del Leicester City, desideroso di tornare in Premier League dopo troppe stagioni deludenti in Championship. La prima stagione con la maglia delle Foxes è deludente, con solamente 4 reti in 26 presenze, in una stagione culminata con la clamorosa sconfitta in semifinale playoff contro il Watford di Zola in una sfida che è già leggenda. Ma il posto in squadra è consolidato, e la stagione successiva è quella buona per il ritorno in Premier League per il Leicester: 16 goals in 37 partite lo score di Vardy, che risale le gerarchie di Nigel Pearson trovando un posto stabile in prima squadra. La stagione successiva è quella del sogno realizzato, dell’esordio in Premier League: il Leicester costruisce una squadra che possa permettere una comoda permanenza in categoria, ma lo spazio per Vardy è consolidato: 36 presenze e cinque goal alla prima stagione. Ma la rivoluzione arriva con l’approdo sulla panchina delle Foxes di Claudio Ranieri: Vardy ancora una volta è sentito un uomo squadra fondamentale, e Vardy ripaga la fiducia del manager italiano con i record che abbiamo tutti sotto gli occhi.

Ma dove può arrivare questo giocatore? Vale davvero la valutazione fatta dal club di 42 milioni di sterline? Difficile dirlo. Molti lo accusano di essere un one season wonder, seguendo l’esempio di giocatori come Michu dello Swansea, letali una stagione quindi di nuovo tornati nell’anominato. Ma a favore di Vardy parla la carriera, la sua determinazione, la sua grinta e agonismo messi in campo, gli stessi di quando faceva la differenza in campionati puramente dilettantistici. Una cosa sarà certa, tenerlo per il Leicester sarà molto dura, ma magari con una qualificazione in Europa sarà più facile trattenerlo. Per continuare a scrivere nuove pagine di storia, insieme al club che lo ha consacrato tra i grandi d’Europa.

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