The Den, la tana dei Leoni di Londra

1689932_438129566320141_1579100770_nNew Cross. Per alcuni è un luogo, per altri un sinistro avvertimento. Alla Tana non si passeggia, chi arriva alla Tana sta giocando con la propria incolumità. Qua le buone maniere non esistono e non sono mai esistite: il 22 Ottobre 1910 il The Den viene inaugurato con un’amichevole contro il Brighton; prima della partita il programma prevede l’inaugurazione ufficiale con annesso discorso del presidente della FA, Lord Arthur Kinnaird. Ma egli è in ritardo, e quando si scopre che si trova dall’altra parte dello stadio la gente lo solleva di peso sopra il muro e lo lancia dentro l’impianto. Strana squadra e strana storia quella del Millwall: nata in una penisola dell’East End che però si chiama Isle of Dogs, ma invece di richiamarsi al miglior amico dell’uomo sceglie come animale rappresentativo il leone; il luogo di nascita è Londra, ma i fondatori se ne sbattono e come colori sociali scelgono il bianco e il blu della natia Scozia e per non farsi mancare niente in quel 22 Ottobre viene portato in campo un leone di ottone con la scritta “We Will Never Turn Our Backs To The Enemy”. In gaelico.

1912161_438131022986662_1908555794_nNon piace a nessuno, e loro se ne fregano. Gli annali riportano un budget di 10.000 sterline a disposizione dell’archistar Archibald Leitch per progettare e rendere realtà la nuova casa. Per la cronaca, il Brighton non si intimidisce più di tanto e porta a casa la vittoria per 1-0. Nel 1920 il club è tra i 23 fondatori della Football League Third Division, così che il primo match nel nuovo campionato vede i Lions vincere 2-0 sul Bristol Rovers. In quegli anni inizia a nascere la nomea della squadra come hard fighting team, per ora però solo in ambito puramente sportivo e riguardante specialmente le coppe: a farne le spese è soprattutto l’Huddersfield Town, che nella FA Cup 1926-1927 da campione in carica viene eliminato al terzo turno con un perentorio 3-1. Nella stagione successiva le reti delle porte dello stadio si gonfieranno per ben 87, record che a distanza di quasi un secolo ancora resiste. Se segni così tanto è molto facile che le partite le vinci, e difatti il Millwall vince il campionato e viene promosso in Second Division. Nonostante un andirivieni tra la seconda e la terza divisione, il club rientra tra quelli con la miglior gestione economica ed è nella top ten di quelli con più seguito: è infatti nel 1937 che il The Den registra la massima affluenza toccando quota 48672 in un match di FA Cup contro il Derby County. Il cammino in coppa si fermerà ad Huddersfield, dove i Lions vengono sconfitti in semifinale per 2-1 dal Sunderland davanti a quasi 63 mila persone. Nel 1939 alla Tana si vive una stagione esaltante che sembra portare il Millwall dritto in Prima Divisione per la prima volta nella sua storia. Ma verso la fine dell’anno solare, esplode il secondo conflitto mondiale. La squadra ne soffrirà particolarmente, per via della vicinanza dello stadio ai Surrey Commercial Docks, obiettivo strategico in tempo di guerra. Il 19 Aprile del 1943 le bombe tedesche cadono su South London, e la North Terrace viene pesantemente colpita. Dato che le disgrazie non vengono mai sole, una settimana dopo una sigaretta gettata per terra appicca il fuoco nella Main Stand, che viene completamente distrutta. Il club è così costretto a vagare tra i campi di Charlton, Crystal Palace e perfino degli odiati rivali del West Ham.

10346624_618641784935584_1769733794651806950_nMa l’incubo finisce e il 24 Febbraio 1944 il Leone torna alla sua tana, uno stadio con soli posti in piedi ricostruito grazie al sudore della fronte dei tifosi. Ma i tempi cupi continuano: per via del razionamento post bellico, il club si vede rifiutato il permesso di costruire una nuova tribuna doppia. Nel 1948 finalmente vede la luce la nuova terrace, dotata di una copertura sufficiente per un solo terzo della sua estensione. Non siamo nella Londra bene, qua se piove sono problemi tuoi, male che vada ti prendi una doccia e risparmi sulla bolletta dell’acqua, ammesso che a casa ti lavi. Nel 1953 vengono poi installati i riflettori, inaugurati in una partita contro il Manchester United vinta per 2-1 davanti a 25 mila spettatori. È in questi anni che nasce il Lions’ Roar, letteralmente il dodicesimo uomo in campo, tanto che la squadra resta imbattuta in casa per due anni e mezzo dal 1964 al 1967 con un filotto di 59 partite. Lo stadio, che rimane praticamente immutato per tutta la sua esistenza, cresce enormemente nel suo cuore pulsante, il tifo: se all’inizio doveva essere inteso come un sostegno appassionato alla propria squadra e un incoraggiamento all’avversario per il bel gioco, ben presto si tramuta in un ruggito ostile e intimidatorio. Il Leone regna sovrano. Negli anni 70 i tifosi si godono la Class of ’71, forse la miglior squadra della storia del club, e grazie ai loro risultati si inizia a pensare a un nuovo “Super-Den”, un impianto completamente a sedere che possa ospitare tra le 20 e le 30 mila persone. Il progetto non vedrà mai la luce e si preferì dare qualche ritocco al vecchio stadio, che già mostrava i segni del tempo. Non si può parlare dello stadio del Millwall senza tener conto di chi lo occupava, ecco perché gli anni ’80 furono la massima espressione del The Den e del Lions’ Roar. L’hooliganismo trova nella Tana un ottimo terreno di crescita, e i Bushwackers riservano calda accoglienza a qualunque avversario, sia sugli spalti che sul campo.

Il 1985 è il turning point: nella trasferta di Luton i tifosi ospiti danno il meglio di sé, e per cercare di bloccare la violenza generale i dirigenti del club si dedicano al progetto di un nuovo stadio. Nel frattempo però la caldissima tifoseria spinge il Millwall verso grandi risultati: è il Primo Ottobre 1988 quando i Lions si trovano in cima alla classifica di First Division, grazie soprattutto al duo Cascarino-Sheringham, che in tre anni accumulano un bottino di 99 gol. Cold Blow Lane non è un bel posto, né per giocare né per guardarsi una partita. Tra i record della squadra si registra anche quello del maggior numero di partite a porte chiuse decise dalla FA: ben 5. Ma il tramonto sta calando: nel 1990 la squadra retrocede, e tre anni dopo la Tana apre i suoi cancelli per l’ultima volta. È l’8 Maggio 1993, quando, per coincidenza, il Bristol Rovers fa da comprimario all’evento. Il risultato, 0-3 per gli ospiti, conta poco. L’urlo si ammutolisce e diventa pianto. In lontananza già si vede la sagoma del nuovo Den, stadio conforme alle nuove norme che se si chiamasse Millwall Arena o Lions Park sarebbe la stessa cosa. Il Millwall non è conforme, i suoi tifosi non lo sono. Il leone non sarebbe il re degli animali se fosse conforme. È il leone che decide e che detta legge, è il re e non teme nessuno. Un ragazzo salta sulle inferriate e si arrampica sul tetto della North Terrace, con addosso un costume da leone. Arriva in cima, si alza in piedi e fieramente guarda l’orizzonte. Ai suoi piedi i tifosi esplodono in un boato. Loro ci sono, non piacciono a nessuno, non gli importa. Loro sono il Millwall e il The Den è la loro casa.
Hic Sunt Leones.

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