Mourinho esonerato: gli sviluppi e le motivazioni

Era nell’aria, ma neanche troppo. José Mourinho non è più l’allenatore del Chelsea. Decisiva l’ennesima sconfitta stagionale nel Monday Night contro il Leicester City. Dopo aver consumato il pranzo di natale con giocatori e staff nel centro sportivo dei blues a Cobham, il tecnico portoghese è stato raggiunto da Bruce Buck e Eugene Tenenbaum, i vice di Abramovich e dopo un colloquio di 10 minuti arriva la notizia che in molti sospettavano ma che in pochi avrebbero immaginato: esonero.

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Nelle ore successive, ovviamente, si sprecano parole e gossip su quanto accaduto ma l’ufficialità parla di una risoluzione consensuale del contratto. E qui cambia molto, soprattutto per le casse del Chelsea. Il tecnico, che solo ad Agosto aveva firmato un prolungamento di 4 anni per un totale di 30 milioni di sterline (poco più di 40 milioni di euro), aveva una buona uscita calcolata proprio in 40 milioni. Ora il tecnico riceverà un salario di 250 mila sterline nette a settimana fino a quando non si troverà un nuovo incarico. E se un nuovo incarico non arriva entro i prossimi 3 anni e mezzo, Abramovich pagherà Mourinho 45,5 milioni di euro. Non proprio due centesimi.

Leicester-City-v-ChelseaIl motivo dell’esonero è, sempre stando all’ufficialità, la perdita di feeling con lo spogliatoio ed i giocatori che rischiavano di compromettere e peggiorare ancor di più la situazione del Chelsea FC. A dirla tutta, Mourinho può star simpatico come no ma ci viene difficile pensare che un allenatore che 7 mesi fa vinceva il campionato, venga esonerato per perdita di feeling con i giocatori. Ci viene da pensare invece che, come da lui specificato nel post partita di lunedì, alcuni giocatori lo abbiano in qualche modo “tradito” dopo che lui stesso li aveva portati oltre il loro limite lo scorso anno. Come dargli torto? Come si fa a pensare che un allenatore che vince 2 coppe al primo anno (anche se era un ritorno) possa perdere il feeling se non perché “tradito” da alcuni fedelissimi?

A dargli ragione sono senza dubbio i dati ed i successivi risultati. 4 su tutti, probabilmente, sono sotto i riflettori: Hazard, un altro giocatore rispetto alla scorsa stagione e a secco da 19 partite. Diego Costa, 3 gol in 4 mesi, gli stessi che lo scorso anno aveva fatto dopo 2 partite. Fabregas, inconcludente, poco incisivo e quasi mai leader del centrocampo che è stato suo lo scorso anno. Ivanovic, un mostro fino a Maggio, la fascia di destra era sua dal primo all’ultimo centimetro, gli inserimenti che lo portavano a segnare (e neanche poco per un difensore). Tutta questa voglia, persa in qualche mese. Insomma, siamo proprio sicuri che a perdere il feeling sia stato Mourinho? 

Nel frattempo Guus Hiddink è già in viaggio verso Londra. L’attuale CT dell’Australia è stato salutato dalla federazione con un tweet che ha quindi confermato la sua uscita di scena dal calcio internazionale per allenare un club. Rimarrà a Stamford Bridge per 6 mesi, fino a Giugno. Poi l’assalto a Simeone, su tutti, Guardiola, che però sembra diretto a Manchester e Conte, che dovrebbe liberarsi dopo gli Europei.

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