Da Exeter riparte l’FA Cup: un viaggio tra i Grecians e il sud ovest dell’Inghilterra

Torna l’FA Cup, o meglio, entrano in gioco le squadre di Premier League e Championship, e subito la prima sfida è una classica di coppa, Davide contro Golia, la piccola squadra di League 2 con uno stadio antico ed affascinante contro il gigante di Premier League, una delle squadre più titolate e con più tifosi al Mondo: A St.James Park, stadio che nonostante l’omonimia con il ben più grande e famoso stadio di Newcastle può contenere appena 8mila spettatori, piccola ma graziosa casa dell’Exeter City, arriva il Liverpool, per la più classica sfida di FA Cup, il momento dove per una volta soldi, categoria, blasone e tradizione non contano, dove tutto è possibile, dove una nuova pagina della storia di questa magnifica competizione potrebbe compiersi.

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Il nome di Exeter, almeno per quanto riguarda il grande calcio, è abbastanza sconosciuto ai più: la squadra locale, l’Exeter City FC, attualmente viaggia in centro classifica in League Two, categoria dove ha speso la maggioranza dei propri anni nella Football League (all’epoca Division Two e Three) ininterrottamente dal 1921, anno di elezione nella Football League, fino ai giorni nostri, con la triste parentesi di una retrocessione in Conference nel 2003 al termine di un famoso testa a testa con lo Swansea tra due club in clamorosa crisi economica: mentre i Gallesi si salvarono iniziando una fenomenale e romantica ascesa che li ha portati fino a diventare una solida realtà da centro classifica in Premier, l’Exeter fu costretto alla retrocessione e al quasi fallimento, se non fosse stato per i propri tifosi che hanno preso in mano le redini della squadra, riuscendo ad evitare la bancarotta, a sistemarsi nella categoria prima di risalire nel 2008 in League Two, ottenendo subito la promozione in League 1, categoria abbandonata nel 2012 per tornare appunto in League Two dove tuttora milita.

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Eppure l’Exeter City, nonostante la storia modesta, è un club molto popolare, soprattutto in Sudamerica: nel 1914, quando il club si trovava in Southern League, venne invitato per andare a giocare una tournee di otto partite nel nuovo continente, cosa molto popolare all’epoca quando il calcio era in grandissima espansione in America Latina. Delle otto partite disputate, l’ultima fu sicuramente la più suggestiva: l’Exeter infatti ebbe l’onore di giocare a Laranjeiras, stadio della Fluminense, contro la nazionale Brasiliana, in quella che viene considerata dagli storici la prima gara ufficiale della nazionale verdeoro. L’esito della sfida non è stato mai accertato, con i Brasiliani che in alcuni documenti riportano un 2-0 per loro e alcune testimonianze dell’epoca che richiamano ad un 3-3. L’importanza dell’Exeter nel calcio sudamericano è appunto riportato dal Fluminense. Per festeggiare il proprio centenario i brasiliani hanno invitato la squadra del Devon in una sfida che ha richiamato grande interesse da parte dei tifosi e dei media Brasiliani, oltre che rafforzare i legami tra i due club che sono diventati ufficialmente affiliati.

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Ma il club è estremamente intrigante anche per altri aspetti, a cominciare dal nickname: the Grecians, gli Ellenici. L’origine del nomignolo è avvolta nel mistero, e le spiegazioni richiamano ai primi anni del City, quando era legato alla parish di St. Sidwell, uno dei quartieri più floridi della cittadina. Gli abitanti del quartiere erano chiamati in città i Greci, perché appunto il quartiere si trova appena fuori le mura Romane che caratterizzano tutt’ora la città, un meraviglioso esempio della presenza Romana, piena di vita e una delle realtà con meno stampo britannico di tutti, alla pari della celebre Chester. Exeter è una delle due City del Devon, contea dell’estremo sudovest dell’Inghilterra, che confina con la Cornovaglia: zone sicuramente ben note ai viaggiatori, un po’ meno a chi segue il calcio nazionale. E proprio con l’altra grande città della contea, Plymouth, la squadra si contende il Devon Derby, sicuramente di richiamo inferiore rispetto ai classici derby del calcio Britannico ma molto sentito dalle due tifoserie che si contendono il dominio della zona, con rare intrusioni tra le due squadre del Torquay, squadra attualmente in grande difficoltà in National League ma che per diversi anni ha conteso il dominio dell’area: Exeter, il centro culturale e storico della Contea, Plymouth, il porto industriale, dove partirono i pellegrini verso l’America, e Torquay, la graziosa località costiera tra le più posh del Regno Unito: un trittico da approfondire per i veri appassionati del British Football.

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Nonostante le dimensioni della squadra non siano comparabili alle grandi di Premier, l’Exeter City ha un gruppo comunque numeroso di tifosi, che come già detto nel 2004 riuscirono a creare uno dei primi Supporters Trust acquistando il club che tuttora gestiscono. Nel 2005, con il club ancora in difficoltà economica, arrivò proprio dalla FA Cup una grande boccata d’ossigeno, con il club che al terzo turno arrivò a giocare contro il Manchester United: tra lo stupore generale, i Grecians strapparono un pareggio per 0-0, costringendo lo United a scendere a St.James Park per il replay dove si impose per 2-0 con uno dei primi goal con i Red Devils di un certo Cristiano Ronaldo. I soldi ottenuti nel doppio confronto furono molto importanti per il trust per consolidarsi e dare al club una stabilità economica fondamentale. Nel 2011 scese invece proprio il Liverpool in una sfida di League Cup, vinta dai Reds per 3-1, altra gara che mise, anche se per appena un match, la città e la squadra di Exeter nella mappa calcistica Inglese.

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Tra i tifosi celebri tanti cantanti: del resto dopo Londra e Manchester il Devon è certamente una delle regioni che più ha dato e sta dando alla musica pop/rock Inglese. Chris Martin, cantante dei Coldplay, ha più volte dichiarato di essere un grande tifoso dei Grecians, essendo lui della zona. Joss Stone, cantante molto popolare soprattutto nei primi anni del 2000, è addirittura membra del Supporters Trust della squadra, al punto che prima della sfida contro il Liverpool in Capital One Cup (Per altro un derby per la cantante che tifa oltre che per i Grecians anche per i Reds) ebbe il privilegio di tenere un concerto pre gara. Nel 2002 Michael Jackson visitò tra lo stupore generale St.James Park, il club colse la palla al balzo per nominarlo Direttore ad Honorem, dando una certa popolarità all’epoca.

Un club che tornerà popolare questa sera, dove scenderà il Liverpool di Jurgen Klopp. Esordio per i Reds nella competizione più antica del mondo con una classica sfida di coppa, contro un avversario modesto, ma che lotterà con il coltello tra i denti e con un’identità ben precisa, rappresentare una contea che ha voglia di emergere anche nel calcio, come fatto nella sua storia, nella cultura e nella musica.

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