Un pomeriggio a Loftus Road.

UN POMERIGGIO DI CALCIO INGLESE

12490401_1000285616711523_687546080_oAlle 17:15 siamo a Loftus Road, la via è deserta, la biglietteria è chiusa e le uniche luci accese sono quelle della reception. Ci affacciamo alle vetrate, e la guardia inaspettatamente ci apre e ci spiega che la partita è iniziata da venticinque minuti (immediatamente realizziamo di aver sbagliato con il fuso orario) ma comunque chiama un addetto vendita. L’addetto ci apre l’entrata giocatori e ci consegna 3 biglietti per 40£, metà prezzo, poi ci accompagna attraverso l’ingresso vip e ci porta nello stadio, dove ci consegna ad uno steward che addirittura ci porta ai nostri posti, dove siamo accolti da due famiglie sorridenti che fanno perfino spostare il ragazzo inglese che era seduto al nostro posto.

12470835_1000282840045134_1010904062_oEcco che spostiamo l’attenzione sulla partita: i ritmi sono proverbialmente alti, la passione del pubblico palpabile, anche perchè i posti vuoti sono pochissimi, e quasi tutti concentrati nel settore ospiti, comunque ben frequentato. Tecnicamente il livello non è eccellente, ma la fisicità e l’agonismo ripagano qualsiasi errore. Al gol del vantaggio dell’Hull cominciano gli sfottò dalla curva ospite verso la tribuna, a cui rispondono prontamente un poker di ragazzi dietro di noi. Il QPR non produce tantissimo, ma gli dèi del calcio decidono di punire lo strafottente supporter dell’Hull che ha passato tutto il secondo tempo a inveire contro la tribuna: Polter, fino a quel momento il peggiore in campo, riceve palla spalle alla porta, allarga e si butta in area dove con una frustata fa esplodere l’entusiasmo di Loftus Road, entusiasmo che ci contagia immediatamente, così che l’esultanza viene naturale.

Purtroppo l’Hull segna beffardamente al novantesimo, ma all’uscita dallo stadio tifosi londinesi e ospiti si incamminano pacificamente alla fermata della metro, discutendo tranquillamente della partita sotto i nostri occhi stupiti e ammirati. In conclusione, le nostre aspettative sono state ampiamente superate, nonostante si trattasse di una seconda divisione possiamo serenamente dire di aver provato un’ atmosfera che in serie A molte partite si sognano. Pensando agli scontri della massima serie visti in tv ci vien da dire “sapore di Premier”.

Alberto, Giovanni, Luca

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