Il Carlisle si rialza dopo l’alluvione e sogna la coppa

Un campionato fin qui positivo, con la squadra in piena lotta per una posizione nei playoff, due grandi cavalcate nelle Coppe Nazionali, ma anche un’alluvione che ha devastato la propria regione e il proprio stadio, che è rimasto danneggiato al punto che la squadra è dovuta emigrare più o meno ovunque nel Nord dell’Inghilterra per continuare a giocare, creando debiti che possono essere ripianati proprio grazie ad una cavalcata insperata e più lunga possibile in Coppa: il paradosso del Carlisle United, squadra dell’estremo nord dell’Inghilterra, che sta vivendo una delle stagioni più strane che si ricordi negli ultimi anni nel calcio Inglese.

Siamo nella Cumbria, una delle contee più affascinanti del Regno Unito, con il suo Lake District a fare da contorno a dei paesaggi mozzafiato che vanno a scemare verso il Vallo d’Adriano, una volta confine tra l’impero Romano e la popolazione dei Pitti ed erroneamente usato adesso come confine tra Inghilterra e Scozia. La City di questa regione è Carlisle, città di circa 70mila abitanti, costruita proprio a ridosso del Vallo e ultima città prima della Scozia: dall’altra parte Gretna, piccola località che con la sua squadra ha scritto una delle pagine più affascinanti, storiche ma anche drammatiche della storia del calcio scozzese moderno.

Il Vallo d'Adriano
Il Vallo d’Adriano

Una squadra di calcio, il Carlisle United, fondata nel 1904, che dal 1928 è presente in Football League (tranne una parentesi in Conference nella stagione 2004/05) e che detiene tuttora il record di città più piccola d’Inghilterra ad aver giocato nella massima divisione del calcio Inglese:  nella stagione 1974/75 infatti i Blues giocarono in First Division, rimanendo però solamente per quella stagione in vetta alla piramide del calcio Inglese: poi una lenta discesa fino alla Division Three e all’incubo retrocessione in Conference, avvenuto si nel 2004 ma a volte salvato in maniera rocambolesca come nel 1999, quando un goal di Jimmy Glass, portiere dei Cumbrians arrivato dallo Swindon esclusivamente per le ultime 3 partite (in quanto tutti i portieri della squadra erano infortunati) permise alla squadra di ottenere la vittoria contro il Plymouth e di mandare in Conference uno Scarborough che già stava festeggiando la salvezza.

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Ma andiamo all’attualità, e ad una stagione a dir poco rocambolesca: dopo una partenza balbettante, gli uomini di Keith Curle, buona carriera da calciatore con le maglie di Wimbledon, Man City e Wolves, e fido vice di Neil Warnock nelle sue avventure con Crystal Palace e QPR, partono male ma poi prendono in mano la situazione, risalendo la china in campionato fino a raggiunger e una posizione di metà alta classifica che può permettere ai tifosi del Carlisle di poter sognare la zona playoff e un ritorno in League One. Le cose vanno addirittura meglio in League Cup: dopo aver battuto Chesterfield e QPR (a Loftus Road), il sorteggio assegna ai Blues il Liverpool: classica invasione dei tifosi Blues ad Anfield, e fenomenale prestazione della squadra che riesce a pareggiare per 1-1 con il goal di Asamoah arrivando fino ai rigori, dove la maggior esperienza degli uomini allora allenati da Brendan Rodgers fece la differenza, con gli errori, tra gli altri, del capitano Danny Grainger, che scrisse per altro praticamente tutte le pagine della favola Gretna già citata in precedenza.

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Anche in FA Cup le cose vanno alla grande: vittoria 0-2 ad Home Park contro la capolista della League 2, il Plymouth Argyle, e 0-5 in scioltezza al Welling danno al Carlisle il pass per il terzo turno: il sorteggio è fortunato, perché arriva lo Yeovil Town, squadra in zona retrocessione in League 2. Ma quando sembra tutto troppo bello, ecco la mazzata: lo Storm Desmond crea un vero e proprio alluvione che distrugge diverse strade e campi nella regione delle Scottish Borders, e che prende in pieno lo stadio di Brunton Park. L’impianto viene gravemente danneggiato rendendolo tuttora inagibile: una mazzata per la comunità e anche per un club di certo senza grande finanze che si ritrova a fronteggiare una situazione più grande di loro: in questo caso arriva però la generosità di squadre come Blackburn e Preston North End, che per aiutare il club si offrono di ospitare il Carlisle finchè lo stadio non verrà rimesso in sesto: ecco perché il terzo turno di FA Cup, conclusosi per 2-2, si è giocato a Blackpool, altra squadra che ha prestato soccorso al Carlisle in questo momentaccio. Il sorteggio però è benevolo: in caso di vittoria ad Huish Park, arriverà l’Everton, club di grande tradizione che sicuramente permetterà un grande incasso al club. Certo, c’è una una sfida da vincere, e in palio 70mila sterline per il passaggio del turno: una cifra che permetterebbe al club di pagarsi metà dei soldi spesi per la ricostruzione del terreno di gioco, arrivato con un prestito di 150mila sterline ottenuto dal club: l’incasso condiviso in caso di vittoria contro lo Yeovil, e l’arrivo dell’Everton, pagherebbe non solo il prato ma anche altri danni causati dal tornado: lo stadio infatti è stato dichiarato agibile per la prossima sfida di campionato contro lo York, ma ci saranno diverse limitazioni e lo stadio tornerà alla sua capienza di 18mila persone totali solamente tra un paio di mesi.

Dopo l’alluvione, un’intera società e una squadra di calcio a rappresentarla si sono rimesse in moto, coltivando come fosse un verde prato del Lake District un sogno, interrotto in coppa di Lega dalle parate di Adam Bogdan ad Anfield, ma che si sta materializzando in campionato e chi lo sa, magari in coppa. Yeovil e sfortuna permettendo… 

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