Blues Day. Il Chelsea sul tetto d’Europa.

Blues Day

19 maggio 2012 una data che difficilmente si scorderà nel quartiere di Fulham sponda blues, dove la società di Abramovic ebbe il suo picco. Vivevo a Londra già da diversi mesi ed ero sempre piu’ affascinato dalla cultura nei confronti del football. Non c’era partita di Premier/FA cup/Champions che non vedessi al pub sottoscala, il BROGANS, (a 200mt., da Stamford Bridge) punto di ritrovo dei supporters blues.

Destino vuole che poco dopo il mio arrivo trovai lavoro nel piu’ famoso shop sportivo di Piccadilly Circus come addetto alle vendite, nel piano riservato all’abbigliamento tecnico calcistico e sneckers, di proprietà di Mike Ashley presidente del Newcastle. Da accanito tifoso blues quale sono, seguii quella Champions passo dopo passo dalla sconfitta a Napoli 3-1 alla storica semifinale al Camp Nou, col gol del nino Torres nel finale, fino alla fatidica finale a Monaco di Baviera proprio contro il Bayern.

Arrivò il 19 maggio, ovviamente day off dal lavoro, e coi miei “compagni di merende” ci recammo al solito BROGANS. La tana dei blues, però, era sold out, non ci fecero entrare manco sotto corruzione, così trovammo un televisore al pub sopra la stazione di Fulham Brodway anch’esso gremito. Erano giorni che si respirava un’atmosfera di festa e tensione. Quel giorno la POLICE decise di chiudere al traffico il quartiere di Chelsea, un’onda di tifosi non riusciti ad andare a Monaco imperversava in Chelsea Road. Dopo un paio di pinte ecco cominciare il match, pure un semplicissimo pub di una stazione si trasformo’ in un’ala della curva dello stadio adiacente. I Blues soffrono molto, e infatti a 10 dalla fine Muller la butta dentro. Sembra finito un sogno. Lo sconforto regna in tutta Chelsea, ma quando meno te lo aspetti, come dice Marianella immensamente, magicamente Drogba beffa Neur ed è 1-1. Supplementari!

Nell’extra time un’altra tegola: rigore tedesco. Ceca però neutralizza Robben e li capimmo veramente che non si poteva perdere. E così fu lotteria dei rigori, e sempre lui mette la firma sulla prima e storica champions che la città di Londra ricordi. Dopo innumerevoli brindisi nei pub intorno e dopo aver familiarizzato con qualunque essere vivente che indossasse una sciarpa di colore blu, decidemmo di spostarci verso lo stadio, e una immagine catturò la mia attenzione, questa che vi allego. Un bus completamente sovrastato da tifosi, un’immagine assurda e al quanto pericolosa, l’autista tenta invano di cacciare gli avventurieri ma sono troppi 10,20 forse 30.Niente, tetto sfondato, urla, qualcuno “vola” giu’ , insomma, tutto il mondo è paese. In giro noto tantissimi signori di una certa età a petto nudo fottutamente ciucchi e con tatuaggi non fatti proprio da un tatuatore “ultimo grido”. Chiedo chi siano e mi viene risposto sono hooligans inglesi di vecchia data col divieto a vita di seguire il Chelsea in casa e in trasferta!

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Li capii di essere a fianco a personaggi storici del tifo inglese. Nel frattempo arrivò la police a cavallo che con manganelli cominciava a rastrellare qualcuno, era ormai tardi, mi avviai verso casa, anche perché la metro delle 8.10 del mattino entro poche ore mi attendeva per riportarmi a esaurire tutte le maglie del Chelsea presenti in negozio in un paio d’ore!

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