Le rivelazione di un ex impiegata dell’Aston Villa: “E’ come lavorare a Beirut”

 

Una bufera nella bufera. E’ cosi che potremmo tranquillamente riassumere la stagione dell’Aston Villa. Una situazione insanabile, almeno secondo Elaine Rose, per 6 anni impiegata del club e tifosa da oltre 40 anni.

Li ognuno fa quello che vuole. Il direttore generale, il capo degli scout, il diretto sportivo e quello commerciale hanno da una a due guardie del corpo. I giocatori non possono lasciare lo stadio prima di un’ora dal fischio finale per evitare ritorsioni da parte dei tifosi. Alcuni impiegati sono stati licenziati senza motivo e sostituiti da gente che non sa neanche cos’è un pallone. E’ come essere a Beirut.

Elaine Rose
Elaine Rose

Parole pesanti, che non fanno altro che aizzare le polemiche contro una società già nel buio più totale. L’ex impiegata, ha elencato una serie di motivi che le hanno fatto scegliere di lasciare il club:

–  Si lamentano tutti ma nessuno fa niente per sistemare le cose.
– Un ragazzo, appena assunto come steward, ha chiesto a Sid Cowans, leggenda del club e da decenni presente allo stadio, di svuotargli il portafoglio per motivi di sicurezza.
– Una guardia della zona VIP non ha riconosciuto Roy Hodgson, CT della nazionale, bloccandolo e chiedendogli i documenti.
– Ad una donna, che lavorava da 40 anni nel club, è stato presentato il foglio di via con la scusa che “non è più in grado di fare il proprio lavoro”.

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Accuse davvero pesanti a cui ora l’Aston Villa dovrà dare spiegazioni. Sul campo la situazione sembra decisa ormai da tempo, ma di questo passo si rischia un crollo totale e con conseguenze maggiori. E i tifosi non ne possono più…

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