Premier League Review: Spurs e Gunners fermati, il Leicester ha vinto anche stavolta

di Lorenzo Semino

Se non è un segnale questo non so proprio cos’altro potrebbe succedere.

Nella giornata in cui tutte le inseguitrici puntavano a raggiungere le Foxes o quantomeno a ridurre lo svantaggio da Claudio Ranieri e i suoi marziani, beh proprio in quella giornata di punto non ne è arrivato nemmeno uno. Il che, sommato al pareggio di ieri del Leicester contro il WBA significa che sono riusciti a strappare un altro punticino a chi sperava – e forse lo dava già per scontato – di poter riaprire definitivamente il campionato.

Non che ora sia chiuso, nient’affatto, ma in una delle stagioni più divertenti e romantiche della storia inglese è anche giusto che accada questo.

Ma veniamo a noi, ecco cosa è successo ieri sera sui campi di Premier League.

Payet e Antonio festeggiano il gol dell'1-0
Payet e Antonio festeggiano il gol dell’1-0

WEST HAM 1 – 0 TOTTENHAM: A CASA SUA OGNUNO E’ RE

Antonio chiama, Harry Kane questa volta non risponde. Strano ma vero, non solo il West Ham si porta a casa uno dei più sentiti London Derby, ma lo fa anche con classe e di misura grazie ad una rete nei primi minuti. Cross liftato di Dimitri Payet, per il quale oramai gli aggettivi rimasti iniziano a scarseggiare, e rete del 25enne Antonio arrivato la scorsa estate dal Forest.

Dopo un miracolo di Lloris su capitan Mark Noble, nella ripresa va in scena la sagra del gol sbagliato con protagonista un’insolitamente sbadato Harry Kane; prima di lui ci proveranno anche Lamela ed Eriksen, ma la palla non varcherà mai la porta difesa da Adriàn.

Vittoria impressionante per il West Ham che sale a quota 46 punti continuando a coltivare un sogno europeo, mentre il Tottenham rovina la festa di compleanno al mister Pochettino e riesce a rovinare anche una giornata cominciata con il piede giusto grazie al West Bromwich.

La rete nel finale di Ashley Williams per l'1-2 dello Swansea
La rete nel finale di Ashley Williams per l’1-2 dello Swansea

ARSENAL 1 – 2 SWANSEA: RIDE BENE CHI RIDE ULTIMO

Niente da dire, la sorpresa di giornata senza ombra di dubbio.

Che la squadra gallese avesse migliorato il proprio gioco sotto la cura di Alberto Guidolin, beh questo era un fatto ben noto, così come le statistiche, che danno gli Swans vincenti all’Emirates più che in ogni altro stadio d’Inghilterra (tre delle ultime cinque volte i bianchi hanno trionfato sui Gunners a Londra). Posti tutti questi avvertimenti l’Arsenal di Wenger è comunque riuscito a prendere sotto gamba un avversario tosto, a farlo dopo essere passati in vantaggio e a finire per perdere brutalmente una partita fondamentale per la lotta al trofeo.

I primi venti minuti sono senza storia, i Gunners dominano per strapotere fisico-tecnico e passano con un’azione del due SanchezCampbell in cui il costaricano beffa il portiere polacco – ex di giornata – Lukas Fabianski. Una traversa clamorosa di Giroud fa da preambolo al gol di Routledge, improvviso e rapido tanto ad inserirsi quanto a pareggiare i conti; per i Gunners tutto da rifare.

I gallesi però sembrano aver deciso che la vendetta vada servita fredda, e quindi dopo una ripresa a senso unico freddano l’Emirates con un colpo gobbo del difensore Williams, imbeccato da Gylfi Þór Sigurðsson appena entrato. La traversa di Sanchez e gli ingressi di Walcott e Welbeck alimentano soltanto le speranze biancorosse, speranze perse tra i fischi di fine partita. Per chi pensava di avere gia i tre punti in tasca sarà una notte nerissima, a Swansea invece è tempo di festeggiare quota 30 punti che significano “addio” alla relegation zone.

L'esultanza di Mata dopo la rete del vantaggio
L’esultanza di Mata dopo la rete del vantaggio

MANCHESTER UNITED 1 – 0 WATFORD: MEGLIO TARDI CHE MAI

A regalare l’aggancio ai cugini del Manchester City è una punizione magistrale di Juan Mata, segnata a non molto dalla fine del secondo tempo ma quanto basta per archiviare la pratica Watford senza grossi problemi. Non che di occasioni gli Hornets non ne abbiano avute, anzi, ma lo United ha dato per maggiori tratti di gara l’impressione di volerla e poterla davvero portare a casa. Ighalo sfiora la rete in un paio di occasioni, ma gli uomini di Louis van Gaal riescono a sbaragliare tutto mettendola dentro alla prima – e forse unica – occasione utile.

Come una grande squadra, ma senza continuità non se ne parla.

LIVERPOOL 3 – 0 MANCHESTER CITY: CHI LA FA L’ASPETTI

Fin troppo facile trovare il proverbio adeguato per questa sfida, ma è andata proprio così.

Il City letteralmente non ha visto palla, con gli uomini di Klopp decisamente arrabbiati – per usare un eufemismo – e desiderosi di vendetta più che dei tre punti. Basti pensare che James Milner, autore di un gol e che con il City ha vinto da titolare il campionato storico dell’era Mancini, beh basti pensare che lui ha anche esultato in faccia ai vecchi tifosi: non ditelo a Quagliarella, mi raccomando.

Nel mezzo segnano anche Lallana prima e Firmino poi, morale della favola: 3-0 e tutti a casa.

Continua il campionato totalmente anonimo di entrambe le squadre, ma se in coppa ha vinto Pellegrini in campionato Klopp ha fatto un mazzo memorabile al cileno, con un roboante 1-4 all’Etihad e il cappotto casalingo di ieri sera.

Il tiro di Shaqiri che decide il match
Il tiro di Shaqiri che decide il match

STOKE CITY 1 – 0 NEWCASTLE: ATTENTI A QUEI DUE

Non più proverbi ma questa volta il titolo di un telefilm. Per Arnautovic e Shaqiri sembra essere però perfetto, perché se con il contributo di Bojan diventano devastanti non si può dire che lo siano meno quando si trovano a giocare in coppia. Lo svizzero ex inter – a dire il vero lo sono entrambi – a metà del secondo tempo decide che è tempo di farla finita e spacca la rete con un missile non angolato ma difficilmente arginabile. Senza Tim Krul in porta poi il Newcastle di un traballante McLaren se la passa davvero male; recuperato sia dal Norwich che dai rivali cittadini del Sunderland, ora per i Magpies si mette davvero male.

Senza considerare che alle porte c’è uno dei derby più sentiti d’Inghilterra (20 marzo) proprio contro il Sunderland, mai così importante per un posto in Premier League.

A proposito di Stoke City invece, al settimo posto non si sta per niente male.

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