The North London Derby – WE NEVER CHANGE

di Lorenzo Semino

Che Londra sia una metropoli gigantesca non devo di certo essere io a raccontarvelo. Le rivalità e contraddizioni calcistiche del football nella capitale sono però talmente tante e talmente affascinanti che magari qualche riga possiamo spenderla. Questa volta lo faremo per la partita più vicina sul calendario, con appuntamento fissato per Sabato 5 Marzo al White Hart Lane: il derby del Nord di Londra fra Arsenal e Tottenham.

Due squadre dalla storia pluricentenaria, il cui primo match non ufficiale risale addirittura al 1887 e che fece già discutere visto che venne interrotto a venti minuti dalla fine per una troppa oscurità reclamata dagli Spurs in vantaggio per 2-1 su quelli che sarebbero presto diventati i rivali di sempre.

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Già, perché all’inizio non vi erano ferite aperte, i quartieri erano ben diversi e ben distanti fino a quando un ricco proprietario britannico,  all’anagrafe Sir. Henry Norris, decise  di risanare le acque dei neonati Gunners facendoli persino trasferire in un quartiere con una maggiore visibilità tanto per l’affluenza di tifosi quanto per la vicinanza dal centro.

E fu così che il progetto funzionò e l’Arsenal cominciò velocemente a scalare classifiche e togliersi soddisfazioni, non senza una piccola spintarella come quella del 1913.

La Premier Division venne ampliata da 20 a 22 teams, le due maggiori candidate dopo il già deciso Chelsea – anche i Blues sono di Londra, ma dei loro derbby oggi non parleremo – sono Barnsley ed appunto Tottenham Hotspur. A questi ultimi viene però a sorpresa preferito proprio l’Arsenal, nonostante si trovi sotto in classifica, forse per motivi economici o molto più probabilmente per storie di interessi politici ed amicizie importanti del signor Norris.

Inutile dire che la vera rivalità fra Spurs e Gunners sia nata proprio lì, in quel 1913 che fece da salone d’ingresso alla Prima Guerra Mondiale e che fece nascere anche quella fra le due squadre più importanti del Nord di Londra. 

Podolski esulta insieme ai propri tifosi la vittoria nel derby del 2013
Podolski esulta insieme ai propri tifosi la vittoria nel derby del 2013

Doveroso ricordare il grande Arsenal di Herbert Chapman degli anni ’30 contro il Tottenham di Bill Nicholson che dominò la scena tra il 1950 ed il 1970, ma il North London Derby è anche stato macchiato da innumerevoli e mai perdonati renegades. L’ultimo in ordine cronologico rimane Emmanuel Adebayor, attacante togolese che riuscì a farsi espellere con la maglia degli Spurs dopo pochi minuti nel suo primo ritorno da avversario contro quell’Arsenal che lo aveva lanciato nel calcio che conta. Storia simile per Sol Campbell, riuscito a diventare sia capitano del Tottenham prima sia dell’Arsenal dopo, senza riuscire tuttavia a ricucire mai più la ferita aperta con i tifosi degli Spurs: in effetti quel tradimento sarebbe stato troppo grande da accettare per chiunque. Sul taccuino degli aneddoti c’è anche il nome di un allenatore, il nome di George Graham che nel non poi così lontano 1998 decise di passare ad allenare il Tottenham dopo essere stato ad Highbury con i Gunners per ben nove anni. Con lui la storia però è stata più clemente, perché se da una parte i tifosi non l’hanno mai mandata giù del tutto, dall’altra il suo primo derby contro i proprio vecchi giocatori finì con uno scialbo 0-0 che evitò polemiche e discussioni decennali. In ogni caso se vai a parlare con un tifoso del Tottenham di vecchia data e provi a nominare Graham, beh meglio non farlo se non sei uno che ama il rischio.

Lo sfottò più noto e folkloristico rimane senza dubbio la festa istituita dai tifosi dell’Arsenal, il St. Totteringham’s Day, giorno in cui matematicamente i Gunners possono dire “anche quest’anno siamo arrivati sopra di voi”. La festa è stata decisa dopo una dozzina di anni in cui i rossi dominavano sui bianchi, sempre avanti in classifica e con una squadra piena di nomi da capogiro.

L'esultanza di Kane dopo il gol dell'andata
L’esultanza di Kane dopo il gol dell’andata

I numeri parlano infatti a favore dell’Arsenal, che dai tempi del dopoguerra riesce appunto ad arrivare con precisione chirurgica sopra i rivali cittadini praticamente ogni stagione, con poche eccezioni come quella di quest’anno. Nel campionato in cui vale tutto e degli scivoloni miliardari, ecco che i bianchi si trovano non solo al secondo posto ma anche davanti ai rossi di Wenger. Forse quest’anno il St. Totteringham Day  dovrà esser rimandato a data da destinarsi? Solo la classifica di metà maggio ci darà la risposta, ma quella di domani è la classica partita da sei punti. Non sarà una domenica, anzi un sabato come gli altri, questo lo sappiamo tutti, perciò vivere da vicino lo spettacolo di uno dei derby più affascinanti di Londra rimane, se non un privilegio, sicuramente qualcosa che si racconterà ai propri figli.

Figli che impareranno fin da subito la cosa più importante per un abitante del Nord di Londra: o scegli l’Arsenal o scegli il Tottenham.

Non c’è via d’uscita, un po’ come nella sfida di domani.

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