José Mourinho si presenta: “Sono l’allenatore del più grande club d’Inghilterra”

Si è appena conclusa la prima conferenza ufficiale di Josè Mourinho da allenatore del Manchester United. Dopo l’ufficializzazione di qualche settimana fa, ecco la presentazione dello Special One. Di seguito, ecco le risposte del nuovo tecnico dei Red Devils.

Sono ora in un club difficile da descrivere. Non esistono le parole esatte. Credo sia semplicemente il più grande club inglese. E’ una sfida che non mi rende nervoso, anzi, credo arrivi nel momento giusto della mia carriera. Io non mi sono mai nascosto dietro a filosofie o frasi fatte, ho sempre avuto un approccio diretto nel mio lavoro.

Poi qualche parola sulla situazione attuale del Manchester United:

Questo club è un club che merita e deve stare in Champions League. A Luglio 2017 non voglio essere qui a preparare l’Europa League. Con tutto il rispetto, non è la competizione adatta per questa strada e per questa società. L’obiettivo è tornare in Champions e fare bene in Europa League. Anzi, voglio essere più aggressivo di cosi: vogliamo vincere l’Europa League.

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Il portoghese ha poi continuato:

Voglio i tifosi dietro di noi e pronti a supportarci qualsiasi cosa accada. Voglio vincere tutto, il che non vuol dire che lo farò, ma è ciò che proverò a fare. Non ho nulla da dimostrare a nessuno, ci sono manager che non vincono nulla da 5 o 10 anni. Io ho vinto la Premier League giusto un anno fa. Quello che ha qualcosa da dimostrare qui di certo non sono io.

Lo Special One ha trovato il modo per lanciare le sue classiche frecciatine ai suoi rivali anche nel giorno della sua presentazione.  Poi una considerazione sul mercato:

Due li abbiamo già presi, il terzo verrà ufficializzato a breve ma quello che vogliamo è averne 4, uno per reparto. Finché non li ho tutti e 4 non sarò soddisfatto ma quello che posso dire è che non ci prolungheremo fino al 31 agosto, la squadra sarà pronta molto prima di quella data.

Il riferimento di Mourinho è chiaro: dopo l’acquisto del difensore centrale Bailly, considerato uno dei più promettenti d’Europa, l’accordo con Ibrahimovic e la quasi ufficialità di Mhkitaryan, manca un quarto colpo. In questi giorni è tornato fortissimo alla ribalta il nome di Paul Pogba, ma non c’è certezza in questo.

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Non voglio parlare di uno solo dei miei nemici (Guardiola ndr). La Premier League è un campionato apertissimo dove tutte le squadre possono essere competitive. Non esiste una corsa a 2 come in Spagna o a 3 come in Italia. Qui ci sono almeno 5-6 squadre che possono vincere il titolo e tante altre che possono giocarsi almeno il quarto posto. E’ questo che rende questo campionato cosi unico e competitivo.

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Poi le parole di chiusura su Ryan Giggs, che ha da poco lasciato lo Untied dopo 29 anni, su Sir Alex Ferguson e sulla questione delicata di come il portoghese gestirebbe i giovani talenti:

Non è stata una mia decisione quella su Giggs. Lui voleva allenare ma il club ha voluto me come manager. A quel punto non ha accettato un ruolo in società e ha scelto di lasciare per intraprendere la carriera da allenatore, io non centro assolutamente nulla.

Sir Alex qui sarà sempre il benvenuto, sempre. Ho bisogno, come manager ma anche come uomo, di confrontarmi con qualcuno e chi meglio di lui può farlo? Sarà sempre il benvenuto.

Sapevo che la domanda sulla mia gestione dei giovani sarebbe arrivata. E per questo vi ho preparato una lista. Sapete quanti giovani ho promosso nella mia carriera? 49. 49. 49. Ve lo ripeto, cosi che vi entri in testa. ragazzi che poi hanno vinto campionati, Champions League e tanti altri trofei nazionali ed europei.

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