Una pinta in carcere, perché no?

Mettiamo insieme per un attimo birra e prigione. E’ chiaro, chiarissimo che non ci sia alcuna connessione. Neanche pensandoci ore potreste trovare anche un solo punto che colleghi quelle due parole.

Si dal caso però, che a Liverpool, vicino al centro cittadino, si trovi un locale che da qualche anno, riesce a conciliare proprio quelle due paroline. O almeno riusciva a farlo fino allo scorso aprile. Eh si perché al Liverpool One Bridewell, era possibile bere una pinta in compagnia dei vostri amici in una delle numerose celle di una delle ex carceri cittadine.

A primo impatto il locale (che è al momento chiuso al pubblico), può sembrare un pub come tutti gli altri. La peculiarità infatti, arriva una volta entrati. La struttura infatti è un ex carcere, costruito nel lontano 1850 e che veniva usufruito per la detenzione temporanea di delinquenti o facinorosi che si rendevano protagonisti di atti criminali all’interno della città di Liverpool.

Dopo aver chiuso i battenti però, la struttura è stata per molti anni abbandonata, salvo poi essere riconvertita in un locale nei primi anni 2000. Dalla sua riapertura è diventato un vero e proprio riferimento per molti cittadini, curiosi, in particolare, di vedere come ci si sentiva nel bersi una pinta di birra in una ex prigione. Una volta entrati infatti, è possibile scendere nel seminterrato dove si trovano le 5 ex celle di detenzione del carcere e che, per l’occasione, sono state riconvertite in veri e propri “privé” con tanto di tavolo, panchine e TV. Forse non il posto più amichevole per passare il proprio tempo libero ma certamente uno dei più curiosi.

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Al piano terreno e al primo piano invece, l’ambiente è totalmente diverso: molto ospitale, accogliente e moderno. La polizia infatti, una volta arrestati i criminali, li portava in cella per poi tornare negli uffici ai piani superiori.

Tra quelle mura però, era solito venirci anche un certo Charles Dickens, uno dei più grandi scrittori e giornalisti inglesi, autore tra gli altri di romanzi come David Copperfield e Le avventure di Oliver Twist. Proprio nel 1860, Dickens passò un’intera notte come reporter, protetto dalla polizia, mentre si documentava, parlando insieme ai detenuti, per uno dei suoi molteplici report/documentari.

In suo onore, sulle mura esterne, è stata istituita una placca commemorativa che riporta anche la su famosa frase, pronunciata poco prima della sua morte, nella quale definiva Liverpool la città del suo cuore, seconda solo a Londra.

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Al momento comunque, il locale è chiuso. Lo scorso aprile è scaduto il contratto d’affitto del signor Fitzgerald, che da quasi 10 anni, insieme alla sua famiglia, lo aveva in gestione. Un vero peccato per la città di Liverpool e per un posto che, a differenza di molti altri, trasuda storia in ogni singolo angolo.

In attesa di un nuovo proprietario, ecco alcune delle foto più suggestive dalle celle al giardino esterno, passato per la dining room del piano superiore.

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