Il Taylor Report e la nascita del “modello inglese”

Prima di cominciare è importante fare una premessa: il “modello inglese”, cosi come scritto e pronunciatonon esiste. E’ il nome che la stampa italiana ha deciso di assegnare a il modo in cui gli inglesi intendono il calcio ma in nessun altro paese europeo, ne tantomeno in Inghilterra, esiste questo modo di esprimersi riguardo il football d’oltremanica.

Maggiori sicurezza, gestione dell’ordine pubblico, valorizzazione del tifoso e rapporto attivo tra supporter e società. Questi i punti fondamentali di quello che nel gennaio del 1990 viene riconosciuto unanimemente come il punto di svolta del calcio d’oltremanica. Stiamo parlando del rapporto ufficiale stilato da Lord Peter Taylor of Gosforth, che su mandato del governo, era stato incaricato di far luce sui fatti di Hillsborough.

Barcode: Photo Studio, Science Museum, London Scan Date: 11.10.07 Colour Profile: Adobe RGB (1998) Gamma Setting: 2.2 Please note: This image is currently not fully processed.

Dopo i fatti di Sheffield, durante i quali persero la vita 96 tifosi del Liverpool, il calcio inglese sentì il bisogno di un grosso e netto cambiamento. Anni e anni di lotta agli hooligans avevano ridotto allo stremo le autorità che avevano provato a far fronte in tutti i modi a un fenomeno dilagante e incontrollabile. Solo qualche anno prima, le intemperanze degli stessi supporters del Liverpool, aveva causato la morte di 39 tifosi, nella tragica serata dell’Heysel ed era costato alla squadre inglesi una squalifica di 5 anni dalle coppe europee (6 anni invece per il Liverpool).

rexfeatures_157284v-large_transmiop_cfhxzlar7twwihcmltxkdeworw8wy0mbs1ozzc
La tragedia di Hillsborough

La commissione speciale istituita dal governo, quella appunto presieduta da Peter Taylor, era la nona della storia. Le otto precedenti, chiamate a rapporto sempre in occasione di eventi tragici, avevano portato a un nulla di fatto e non avevano prodotto gli effetti sperati. Nel caso di Taylor però, le cose andarono diversamente. Le società presero alla lettera le sue raccomandazioni, forse scosse dalla recente morte di quasi cento persone, forse esauste di dover puntualmente assistere a scene macabre e che poco avevano a che fare con il calcio.

i

Sostanzialmente, Lord Peter stilò una serie di regole che ogni singolo club avrebbe dovuto rispettare. Dalle certificazioni di sicurezza fino al dialogo tra tifoso e dirigente, nel rapporto si evidenzia ogni singolo passo da compiere per cambiare definitivamente il modo di intendere il calcio. Nello specifico:

  • Tutti gli impianti delle squadre delle prime due divisioni (ai tempi First e Second Division, ora Premier League e Championship) dovevano avere solo posti a sedere.
  • Gli impianti delle serie minori che non avevano disponibilità economica per adattarsi alle regole e che avrebbero quindi mantenuto i posti in piedi, si sarebbero dovute adeguare a una serie di regole precise sulla sicurezza.
  • Condannò a gran voce la condizione dismessa degli stadi e in particolare l’inadeguatezza dei servizi igienici, le tribune fatiscenti, la presenza delle recinzioni metalliche (che nel caso di Hillsborough avevano impedito ai tifosi di liberarsi, rimanendo schiacciati nella calca) e addirittura la necessità di avere dei punti di ristoro più moderni e adeguati per il benessere del tifoso.
  • Criticò la scarsa organizzazione della polizia che più volte nel corso degli anni si era trovata impreparata difronte ad avvenimenti di grossa portata e intimo gli organi competenti ad istruire gli agenti per eventualità di una certa natura.
  • Invitò la polizia stessa a cambiare comportamento nei confronti dei tifosi. Serviva maggiore collaborazione e dialogo e minor repressione.
  • Fece pressioni sullo stato per eliminare dagli stadi i tifosi violenti che negli anni si erano resi protagonisti di risse, lancio di oggetti pesanti e abusi razziali nei confronti di supporter avversari o addirittura calciatori.
  • Invitò il governo a stanziare dei fondi per la ristrutturazione di tutti gli impianti che non rispettavano le norme di sicurezza.
  • Chiese l’eliminazione dell’Identity Card Scheme, ovvero l’obbligo da parte dei tifosi di comunicare la propria identità prima di entrare allo stadio (eliminò di fatto il “biglietto nominativo”).
  • Chiese maggior comunicazione tra società e tifosi, cosi da dare più voce in capitolo a quest’ultimi, che vivendo lo stadio ogni singola domenica avrebbero potuto segnalare eventuali problemi o mancanze da parte del club (sempre in relazione alla sicurezza).
  • Criticò aspramente FA e Football League, evidenziando la necessità di una riduzione del costo dei biglietti cosi da favorire l’entrata allo stadio di tifosi di qualsiasi fascia sociale.
  • Chiese che il “bagarinaggio” diventasse un reato penale.
  • Fece regolamentare la vendita di alcolici all’esterno e all’interno dello stadio.

Una buonissima parte delle sue richieste, venne accolta. Lo stato istituì immediatamente un fondo di 200 milioni di sterline per la ristrutturazione degli stadi, al quale aveva accesso ogni singola società fino a un massimo di 2 milioni. Venne istituita la Football Licensing Authority che controllava gli enti che autorizzavano l’agibilità dello stadio e venne formata una commissione con lo scopo di radunare tutti i maggiori esperti in materia per stilare delle linee guida uniformi per tutti gli stadi del paese.

14055184_1444234722269842_5368819513473601811_n

Conti alla mano, l’abbondante 90% di queste regole (eccezion fatta per il prezzo dei biglietti) fu seguito alla lettera da tutte le società inglesi e portò a un profondo cambiamento di tutto il football d’oltremanica. Possiamo tranquillamente affermare che se oggi il calcio inglese è quello che è, con i suoi pregi e i suoi difetti, lo si deve in particolare a questo giudice e per essere più precisi, alla sveglia che suonò per molti dopo i fatti di Hillsborough.

La Premier League, invasa dai soldi degli investitori stranieri e da quelli dei diritti televisivi ha certamente perso qualcosa in quanto all’atmosfera che si vive durante i 90 minuti, ma a beneficiarne è stato tutto il calcio britannico. Dalle serie minori, fino ai top club, tutti ora rispettano fermamente le regole e si assicurano che i tifosi vivano a 360° lo stadio e l’esperienza a esso collegata.

14068286_884999361633157_2643712956253082603_n

Tornando alla premessa, è comunque importante specificare che l’Inghilterra non ha sconfitto la violenza l’alcolismo con il comunicato di un giudice, ne tantomeno era quello lo scopo. E’ come pensare di risolvere il problema della droga chiudendo i locali nei quali se ne fa uso (vedi Cocoricò). Gli inglesi sono semplicemente riusciti a dare delle regole e farle rispettare, mantenendo intatta la storia e la tradizione di un paese che il calcio lo ha inventato e diffuso in tutto il mondo. E di questo, fino ad ora, gliene va dato atto.

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*