“Ehi tu, ma non ci eravamo visti già?”

E’ uno di quei gesti che passano inosservati ma che hanno un significato enorme. E’ uno di quei gesti che, al giorno d’oggi, ti fermi un attimo e dici “ma veramente è successo?”. Con il calcio sempre più imbottito di soldi e contratti ultra milionari di sponsor e TV e con calciatori sempre più divi che semplici giocatori di uno degli sport più antichi del mondo, leggere queste cose fa credere che in fondo, emozionarsi ancora è possibile.

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Mercoledì scorso al St. James’ Park di Newcastle è andata di scena una delle più belle partite di calcio di sempre. Forse esageriamo un po’, ma stando al tabellino e a quanto si è visto in campo, sarebbe difficile dire il contrario. I Magpies, sotto 1-3 fino al 71′, sono riusciti a rimontare il Norwich City, vincendo la partita 4-3 e segnando i due gol decisivi tra il 94′ e il 96′. Un vero e proprio orgasmo per i quasi 50 mila tifosi presenti allo stadio e per tutti quelli rimasti a casa a godersi lo spettacolo.

Durante l’esultanza per il gol del 4-3, mentre tutti i giocatori si tuffavano letteralmente su Dwight Gayle, autore del gol e protagonista della serata, un’immagine ha fatto il giro del paese per la sua purezza e naturalezza: Jonjo Shelley che invece che abbracciare i compagni festeggia insieme a un giovanissimo raccattapalle.

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Il tutto finisce li. Ognuno torna ai suoi posti dopo qualche secondo. Shelvey a centrocampo e il bimbo dietro la porta, aspettando qualche altro pallone. Il bello, infatti, arriva il venerdì mattina. Il giocatore del Newcastle, ancora in estasi per la vittoria, si reca nella scuola frequentata quel ragazzino che con lui ha condiviso i momenti successivi al gol.

Arrivato di sorpresa, ha portato al bimbo un quadro firmato con la foto della squadra e ha scambiato qualche battuta con tutta la classe e i professori:

Partite come quella di mercoledì non capitano spesso. Non ho realizzato subito quanto accaduto ma quando ho visto la foto di me e lui insieme dopo il gol ho pensato di dover fare qualcosa di più. A noi calciatori non costa nulla ma per molti ragazzini certe cose vogliono dire tantissimo.

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D’altro canto, ci ha pensato Joshua, il raccattapalle fortunato della magica notte di St James’ Park, ha dichiarato:

Era la mia prima partita da raccattapalle e non poter credere ai miei occhi quando ho visto Jonjo venire verso di me. Non ricordo molto di quei momenti, ma vederlo arrivare questa mattina mi ha emozionato. Da adesso è il mio giocatore preferito, senza ombra di dubbio.

Forse di partite cosi non ne vedremo più per questa stagione e altri ragazzini come Joshua non avranno la stessa fortuna ma queste scene ce le porteremo con noi per molto, molto tempo.

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