Ibrahimovic e la guerra con i giornalisti

Sebbene in molti credevano in lui, l’inizio di stagione di Zlatan Ibrahimovic non aveva fatto ben sperare ne i tifosi ne esperti e appassionati del settore. Eccetto i 4 gol nelle prime 4 partite, lo svedese sembrava aver smarrito la sua incisività e la sua forma fisica. Mourinho non gli ha mai fatto mancare il sostegno e il supporto necessari ma come spesso capita in queste occasioni, a farla da padrone è soprattutto la stabilità psicologica del giocatore.

Ibra che, alla veneranda età di 35 anni, non sembra dare nessun segno di cedimento, ha puntato anche e soprattutto sulla sua mentalità vincente, riuscendo a far ricredere non solo i compagni di squadra ma anche i suoi stessi supporters. Ma se da una parte i dati (10 gol e 3 assist nelle ultime 10 partite) sono totalmente dalla sua parte, dall’altra il campione svedese deve fare i conti con una stampa pronta a sottolineare con fervore ogni minima sbavatura.

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A questo proposito, è stato lo stesso Ibrahimovic, subito dopo la partita contro il Middlesbrough, a rimarcare la situazione, andandoci giù più che pesantemente con giornalisti e addetti stampa.

È bello perché vengono pagato per scrivere tanta di quella me*da che poi sono costretti a rimangiarsela. E io mi diverto. Per me è stato un anno fantastico, tra PSG e Manchester United credo di aver dato il meglio di me stesso. Tutti credevano che fossi troppo vecchio per questo campionato, ma li ho fatti ricredere. Sono super felice e mi sento bene. Non so quanti anni mi restano da giocare ma quello a cui penso ora è divertirmi e godermi il momento.

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Per quanto riguarda questo calendario super frenetico invece, non so davvero che dire. Non esiste nessun superman o nessun robot. A un corpo umano servono almeno 2 o 3 giorni per recuperare dalle fatiche fisiche e mentali di una partita. Giocare a meno di 48 ore dalla partita precedente è incredibile. Non potrò essere al 100% ma se il mister vuole che io giochi, lo farò come ho sempre fatto finora.

Non sappiamo con certezza per quanto ancora Ibra potrà offrire lo spettacolo che offre ore ma fino a che non sarà lui a porre la parola fine, siamo pronti a goderci ogni sua singola prodezza.

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