“Il calcio è così: se ha la luna storta, ti calpesta come un verme”

Sono solo le 7 del mattino e già penso alla partita. Avverto il rumore della pioggia al di là delle tende ancora chiuse, ma non sarà la giornata uggiosa ad affliggermi moralmente, perché questa mattina la tensione è nell’ aria. Dalla finestra della cucina che dà su Lime Street, sento i cori dei tifosi del Wolverhampton che arrivano in città accompagnare il bollire della mia caffettiera. In particolare nei giorni di coppa, quando mi ritrovo di fronte a delle tifoserie per la quale non nutro nessun particolare odio, posso definir di trovarmi in uno stato di entusiasmo e nervosismo allo stesso tempo.

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La sciarpa a strisce bianco rosse è ripiegata con cura e poggiata sul comò. La scelta della maglia deve avvenire d’ impulso come di consueto: sfoglio con le dita le maglie nell’ armadio. Ci sono più maglie del Liverpool che abiti da sera e camicie sommate; un paio emanano ancora un forte odore di vintage shop. Opto per la maglia di Gerrard del 2011/2012, l’anno in cui suo cugino Anthony sbagliò il rigore decisivo che ci fece vincere la Carling Cup contro il suo Cardiff City. Il gesto scaramantico pre-partita è sempre ben accetto.

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Si son fatte le 10.30, raccolgo le tessere membership di un paio di amici, abbonamento del bus, sigarette, spiccioli per il match-day programme e sciarpa al collo.

In questo entusiasmante e nuvoloso primo pomeriggio di sabato, il Liverpool esce dall’ FA Cup.

L’ennesima sconfitta per i Reds, nonché la seconda sconfitta in competizioni di coppa in soli 4 giorni.

Il calcio è così: se ha la luna storta, ti calpesta come un verme. Quando continua ad accadere vorresti poterla odiare quella squadra che ti ha deluso troppe volte, ma allo stesso ti senti responsabile di doverla supportare nei momenti più bui.

Appena il tempo di ripetere tre volte il ritornello di You’ll Never Walk Alone che il Liverpool è già sotto dopo soli 53 secondi per il goal di Richard Stearman.

“Too easy” continua a ripetere per 90 minuti il ragazzo seduto affianco a me. Troppo facile eludere questo Liverpool caro Jurgen. Difatti, al 41° minuto arriva il raddoppio di Weimann, di nuovo su assist di Costa. “Preach la’!”, annuisco voltandomi verso il ragazzo.

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Sembra che l’unico giocatore invogliato in campo sia Alberto Moreno, per cui non ho mai nutrito una particolare stima. Il ragazzo corre a perdifiato, anche dietro a palle inarrivabili. Il resto del Liverpool è una falena che sbatte contro una lampada alogena per almeno 65 generosi minuti, finché Divock Origi all’ 86° sveglia i suoi compagni, che comunque falliscono nel trovare il goal del pareggio nonostante gli accettabili sforzi incanalati in questi ultimi minuti di gioco.

Klopp definisce questo periodo come il punto più basso che abbia mai raggiunto il suo Liverpool, e promette aria di cambiamenti, prendendosi l’intera responsabilità della performance.

“Non posso incolpare nessun singolo giocatore. Impareremo da questa sconfitta contro gli Wolves, tutto quello che posso dire è: scusatemi”

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Si è parlato tutto l’anno di una squadra pronta a lottare per il titolo ma dopo questa caduta anche solo l’idea di averne parlato diventa una parentesi irrisoria. Del resto, come appunta l’ex difensore Jamie Carragher, guardando il campo e la panchina si può benissimo notare che non ci sia nessuno abbastanza forte nel Liverpool. Si potrebbero trovare tanti capri espiatori, come l’assenza di Matip e Grujic a seguito di infortuni, l’assenza di Manè in queste giornate in cui era impegnato con il Senegal in coppa d’Africa e chi più ne ha più ne metta. La realtà è che neanche Jurgen Klopp vuole tentare di arrampicarsi sugli specchi, e si prende tutte le responsabilità.

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Però ancora nulla di nuovo si scorge all’orizzonte Reds, difatti nella finestra di mercato di Gennaio, il Liverpool è la squadra che spende di meno tra le top Six inglesi, senza firmare neanche un giocatore. Secondo SkySport il Liverpool ha addirittura investito meno denaro in giocatori rispetto al Leicester in tutto il 2016, e solo 3Mln in più del Watford di Mazzarri. La risposta di Klopp è stata che la sua attuale preferenza è quella di lavorare con i ragazzi dell’Academy e concentrarsi sui giocatori di cui dispone piuttosto che comprare altri giocatori che gli risulterebbero di troppo.

Gli Wolves di Paul Lambert meritano la vittoria, e fa male sentirli cantare felici mentre attraversano la strada in direzione opposta alla tua. Non sai se schierarti con chi fischia dalla Kop o chi applaude ad una delle performance peggiori che abbia mai visto in campo. Nel dubbio stai in silenzio e guardi al futuro, con un po’ di quell’ ingenuità che contraddistingue tutti i tifosi.

“Le cose saranno diverse, la nostra performance sarà diversa, tutto dipende dalla capacità di reagire”, le parole di Klopp in vista della partita contro il Chelsea di martedì.

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Intanto il Senegal esce sconfitto dalla coppa d’Africa per il rigore cruciale sbagliato da Sadio Mané. Il centrocampista ventiquattrenne ha appena il tempo di farsi consolare dai suoi compagni di nazionale perché il Liverpool ha già organizzato il suo ritorno in Inghilterra così da averlo pronto per martedì sera, sperando che questa esperienza in coppa d’Africa gli abbia lasciato più rabbia che malinconia in vista del Tuesday night contro la squadra di Conte, in vetta alla classifica.

Sperando che martedì sera l’unica preoccupazione lasciato Anfield, sia quella di non perdere l’ultimo bus per casa; ma comunque vada siamo qui a cantare, fino all’ ultima partita.

Di Eleonora Mingardi.

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