La difesa dell’Arsenal a lezione da Hazard

È stato uno dei protagonisti assoluti della straordinaria vittoria ottenuta dal Chelsea contro l’Arsenal e ha per giunta realizzato uno dei gol che entreranno di diritto nella classifica dei più belli di tutta la stagione. È Eden Hazard, la stella di Stamford Bridge che con le sue giocate è tornato a far brillare gli occhi non solo del proprio allenatore ma anche di tutti i tifosi presenti allo stadio.

Ma al di la del gol e della prestazione, il giocatore nel post partita si è soffermato su un particolare che ha attirato l’attenzione sia dei difensori dell’Arsenal, “bullizzati” fino a qualche minuto prima, sia dei difensori delle squadre che affronteranno il Chelsea nel prossime settimane.

L’errore dei giocatori dell’Arsenal è stato quello di prendermi a calci. Più lo fanno e più sono motivato a far meglio. Sembra strano, ma è così. Quando ricevo tanti calci capisco di essere coinvolto direttamente nel gioco, mi fanno sentire importante. Non sto dicendo che mi piace essere preso a calci, ma che i calci mi motivano.

Del resto, come dargli torto? Contro i Gunners è rimasto nell’ombra per una buona mezz’ora, salvo poi resuscitare dalle ceneri e mettere in confusione qualsiasi cosa gli si parasse davanti. Hazard è un giocatore atipico, agile e dotato di ottima tecnica individuale che però spesso, se non coinvolto dai compagni nelle azioni di gioco, subisce una lenta involuzione che lo porta a sparire completamente.

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Fino a qualche tempo fa tendevo a nascondermi. Ora entro molto di più nel gioco, partecipo e tocco molti più palloni. Devo ammettere che quello di oggi (sabato ndr) è stato uno dei gol più belli della mia carriera. Sarete voi giornalisti insieme ai tifosi a decidere, ma quando segno nei big match ritengo belli tutti i miei gol. Anche se questo….

Il Chelsea si prepara ora a un finale di stagione ricco di emozioni. Con soli due scontri diretti rimasti, i Blues dovranno tenere alta la concentrazione anche e soprattutto con le squadre meno quotate, così da legittimare quel vantaggio in classifica costruito con la fatica e il sudore di questi ultimi mesi di intenso lavoro. Calci sulle gambe ad Hazard permettendo, ovviamente.

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