Che cos’è Kanté?

Immanuel Kant, nel 1784, cercava di spiegare in maniera razionale il movimento politico, sociale, culturale e filosofico chiamato Illuminismo. Oggi il mondo del calcio, soprattutto quello inglese, si pone un grande dubbio: che cos’è N’Golo Kanté?

Ci ha provato Alan Shearer, ci hanno provato Frank Lampard e Michael Ballack, ci hanno provato i compagni e persino Antonio Conte.

TWIN BROTHER – “A volte mi sembra che giochi con a fianco un fratello gemello, me lo ritrovo a destra e un attimo dopo a sinistra” ha giurato Eden Hazard in una recente intervista, proprio mentre Michy Batshuayi rispondeva “non credo” a chi si chiedeva su Twitter se esistesse attualmente un centrocampista più affidabile del francese.

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A STRONGER MIDFIELDER THAN I WAS – Conte ha invece ammesso come l’ex tuttofare del Leicester sia un giocatore più forte di quanto non fosse proprio il tecnico italiano con la maglia della Juventus; mica male per un uomo che in bianconero è stato persino capitano!

“Ha sempre un sorriso stampato in faccia e questo è fantastico. Si allena sempre con costanza ma lo fa con il sorriso” sostiene il manager del Chelsea.

Spiegare tatticamente un giocatore simile non è facile e non lo faremo, va detto tuttavia come il lavoro del francese venga aiutato non poco dalla preponderanza fisica di un colosso quale Nemanja Matic, perfetto in coppia proprio con Kanté.

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N’GOLO THE RAT – Ribattezzato ‘il topolino’ da alcuni compagni proprio per la propensione e l’agilità con cui si fa trovare praticamente ovunque, Michael Ballack ha definito il suo gioco fastidioso come quello di una mosca rumorosa.

In questo video possiamo notare come riesca persino a passarsi la palla da solo: straordinario in fase di recupero palla, rapido e indolore.

Il motto dell’Illuminismo, secondo Kant, era la frase ‘abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza’, una sentenza che – fatte le dovute proporzioni e abbassandoci di categoria – rispecchia meglio di tanti altri esempi o metafore il gioco di N’Golo Kanté. Mai un passo di troppo e mai fine a se stesso, sempre sul pezzo e in funzione della squadra, intelligente sul campo e sorridente in allenamento.

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L’INSOSTITUIBILE – Nelle ultime settimane al King Power Stadium una parte di spogliatoio ha chiesto con insistenza la testa di Claudio Ranieri, che ha pagato con l’esonero un’assenza di equilibrio soprattutto in difesa e a centrocampo (ne sono una prova i 45 gol subiti dopo 27 giornate contro i 36 in tutta la scorsa stagione). A proposito di teste e di usare la testa, siamo proprio sicuri che non fosse soprattutto quella di Kanté a fare la differenza sul campo nella stagione delle meraviglie e del Leicester fairytale?

A cura di Lorenzo Semino

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