Te ne vai o no?

#WengerStays o #WengerOut?

Should I stay or should I go? cantavano i Clash negli anni ’80, proprio mentre un giovanissimo Arsène Charles Ernest Wenger si avviava ad una pregiata vita da allenatore.

Quella da centrocampista non era andata particolarmente bene, i motivi non li sappiamo e non vogliamo neanche farvi annoiare con qualche indagine a riguardo, fondamentalmente perché i grandi successi del nativo di Strasburgo sono arrivati tutti dalla e sulla panchina.

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Dopo la sconfitta contro il West Bromwich Albion e dopo oltre 20 anni di Gunners la tensione generata dalla protesta dei tifosi ha raggiunto il limite: quasi tutti sembrano esser propensi alla cacciata del tecnico del double e degli Invincibili, ne sono una prova le dozzine di ‘Wenger Out’ oppure ‘Enough is Enough’ esposti ogni settimana, sia che si giochi all’Emirates sia che si viaggi per il Regno Unito.

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Persino il commentatore di SkySport Massimo Marianella, esperto di Premier League oltre che fervente ammiratore dell’Arsenal, ha ammesso durante la telecronaca come il regno di Arsène sia di fatto giunto ai titoli di coda. Di rimando il tecnico del WBA Tony Pulis, dopo aver incatenato proprio il suo amico-rivale Wenger al The Hawthorns, se ne usciva così: “Firma il rinnovo di contratto e resta all’Arsenal, me l’ha detto lui!”

All’unisono anche Martin Keown e Ian Wright, non proprio due sconosciuti da quelle parti, si sono detti fermamente convinti del fatto il tecnico francese non si darà affatto per vinto rinnovando il contratto per altri due anni.

A pochi mesi dalla Brexit, oggi vincerà il morigerato #WengerStays oppure il più radicale #WengerOut? Insomma, should I stay or should I go?

 

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