Newcastle e Sunderland, storia di una guerra ultracentenaria

Newcastle e Sunderland sono due città del Nord est inglese. Distano solo 12 miglia tra loro. Voi direte, riferendovi al football, come fanno a non odiarsi? E invece no. Perché per i cittadini di queste due città, il football, e solo l’ennesima delle mille altre motivazioni sulla quale confrontarsi. Quelle 12 miglia, che sembrano così tanto poche, sono, invece, una distanza lontanissima. Un abisso. E per chi vive sotto l’ombra del St James’s Park o dello Stadium of Light, forse, è meglio così.

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Le prime avvisaglie di questa ostilità, andando ad analizzare la storia delle due città, vengono fatte risalire al 1600 ca. In quegli anni, il regno di Re Carlo I, stava attraversando una delle crisi peggiori dal suo insediamento. Ed in particolare, prendendo in considerazione la situazione del Nord Est inglese, la scelta del sovrano di assegnare tutti i diritti commerciali e sindacali del mercato del carbone alla città di Newcastle, creò un senso di rabbia e malessere generale tra gli abitanti del Wearside, specialmente a Sunderland, dove il 95% della popolazione viveva grazie al trasporto del carbone sulle navi.

Dunque, quando nel 1642 la Guerra Civile Inglese scoppiò in tutto il Paese, le due città si divisero: Newcastle, da una parte, diede pieno sostegno alla Corona, dall’altra Sunderland, invece, decise di appoggiare i parlamentari ribelli di Oliver Cromwell, i quali a loro volta finanziavano e appoggiavano le milizie scozzesi che venivano giù da nord. Tutto si risolse con la battaglia di Boldon Hills, del marzo 1644, dove, dopo mesi di assedio da parte dei cittadini di Sunderland e delle truppe scozzesi alla città di Newcastle, il Marchese di quest’ultima decise di rifugiarsi.

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Boldon Hills era un borgo situato in cima a una collina. Sul fronte opposto, ovvero sulla collina difronte, risiedevano scozzesi e abitanti di Sunderland. In mezzo a loro, una vallata. Dopo giorni di totale silenzio, la situazione si sbloccò solo dopo che il Marchese di Newcastle vide le sue comunicazioni con il Re Carlo definitivamente tagliate, a causa della presa di York da parte delle forze parlamentari ribelli. Newcastle diventò colonia scozzese e i cittadini di Sunderland ebbero la loro rivincita.

Come avete potuto constatare, nel 1644 sebbene il football non era ancora stato inventato, come tante altre cose del resto,  queste due città erano già lì, a confrontarsi. Per gli oltre tre secoli successivi, Newcastle e Sunderland sono sempre state in competizione. Analizziamo per esempio la situazione odierna: se  pensiamo che nessuna cittadina del Nord Est Inglese tende ad essere ‘elegante’ o ‘prosperosa’, e poi guardiamo  Newcastle. Il paragone non regge neanche per qualche secondo. La città di casa dei Magpies è il capoluogo del Northumberland, può vantare la stazione ferroviaria più grande della regione, un suo aeroporto internazionale ed è considerata una delle migliori mete turistiche della Gran Bretagna. Nonostante gli elevati livelli di disoccupazione del Nord Est e la crisi economica che l’ha attraversato negli ultimi anni, Newcastle resta una città vibrante, con un vivace centro urbano, sofisticata in termini di produzione culturale ma con una propria forte identità.

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Le rive del Tynewear

Andiamo ora a Sunderland. E’ la più grande tra le due in termini di popolazione, certo, ma come molti sostengono, questo continuo accentuare il fatto che nel Wearside si debba vivere all’ombra del più ‘glamour’ Tyneside, non va giù agli abitanti della città. Persino gli accenti tra le due città sono diversi. Pensate per esempio come deve essere ogni volta per un cittadino di Sunderland essere scambiato per un ‘Geordie’ (cittadino di Newcastle), quando si sposta in altre parti del Paese? E dover continuamente negare!

Ma Sunderland non è solo questo. Se pensate soltanto che 1/3 delle macchine in giro per il Paese vengono prodotte lì, e che la Nissan, ad esempio, negli ultimi due anni ci ha investito 250 milioni di sterline per nuove fabbriche, questo fa pensare che poi tanto vivere nell’ombra non è. Molti abitanti credono fermamente che loro sono la parte che contribuisce alla crescita dell’intera regione, anche grazie al contributo minerario e che gli ‘altri’, su a nord, pensano solo a divertirsi. 3651ff852a6d9e9f96d684fa00639814

Nel calcio, la rivalità è sempre stata sentita. Come, del resto, in tutte le altre cose. Il Newcastle nasce nel 1892, attraverso varie unificazioni di squadre di distretti e quartieri della periferia cittadina. Il Sunderland fu fondato invece nel 1879, grazie allo scozzese James Allan.

 

Ma passiamo al lato pratico, quello che  ha da sempre ispirato lo spirito di questa rubrica: il rapporto tra le due tifoserie. La prima vera volta che si registrano scontri tra le opposte fazioni è durante la stagione 1900-01, con il poi ribattezzato, ‘Derby del Venerdi Santo’, appunto perché giocato nel venerdi prima di pasqua. In un St. James’s Park stracolmo di gente, la partita viene sospesa perché dentro l’impianto del erano arrivate ad accumularsi quasi 120.000 persone. Un po’ troppe se consideriamo che la capienza totale, ai tempi, era di 30.000 unità. La sospensione della partita, fece infuriare i tifosi delle due squadre, che fuori dallo stadio inscenarono una vera e propria guerriglia, facendo finire in ospedale numerose persone. Alcuni anche in condizioni molto gravi.

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Eccetto questo episodio però, il derby del Tyne and Wear non registrò fatti eclatanti negli anni, specialmente nei periodi successivi ai conflitti mondiali. Certo, la rivalità continuò ad essere accesissima, e alcuni episodi di violenza sono chiaramente riconducibili al periodo della nascita dell’hooliganismo in Inghilterra, ovvero tra il gli anni 60 e 80, ma nulla di particolarmente grave da segnalare.

Il tutto fino al 18 Marzo del 2000. Quel giorno il Sunderland giocava in casa con il Middlesbrough. E, come da regola, il Newcastle, giocava in trasferta. Negli ultimi 20 anni era stato deciso così. Se il Sunderland giocava in casa, I Magpies dovevano andare a giocare lontano da Newcastle. Quella mattina almeno 80 tifosi del Newcastle non seguirono la propria squadra in campionato. Anzi. Presero la strada che da Newcastle porta sulla costa, e si fermarono a North Shields, cittadina sulla foce del fiume Tyne, dalla quale partono i traghetti che portano sul lato sud del corso d’acqua, verso South Shields. North Shields è terreno dei tifosi del Newcastle. South Shields di quelli del Sunderland. Quel giorno, guarda caso (ma neanche tanto per caso) circa 80 suppoters dei Black Cats scelsero di disertare il match allo Stadium of Light e di presentarsi nell’estrema periferia della città rivale.

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North e South Shields viste dall’alto

Già dalle prime luci dell’alba alcuni di loro si aggiravano per le vie di South Shields. Tra i pub. Al pontile. “Sembrava stessero cercando qualcuno o fossero in attesa di qualcosa”, racconteranno poi svariati testimoni alla polizia. Quelle facce losche sono i membri della “Seaburn Casuals”, la firm dei tifosi del Sunderland. Dall’altra parte del fiume, invece, i tifosi del Newcastle, con la loro firm ribattezzata “Newcastle Gremlins”, stanno aspettando il traghetto. A South Shields sanno già chi e cosa li sta aspettando. Una volta che i Magpies arrivano sull’altra sponda del fiume, in Ferry Mews street, le due tifoserie hanno il primo contatto. C’è chi ha portato mattoni da lanciare, chi mazze, chi catene e chi coltelli. E’ uno scontro senza precedenti tra le due tifoserie. Per cinque minuti, nei dintorni del pontile, fu un vero inferno. Quando arrivò la polizia, trovò solo oggetti contundenti lasciati per terra, diversi feriti, e un ragazzo che non si muoveva più. Era un tifoso del Newcastle, sembrava morto, sebbene poi con l’arrivo dell’ambulanza riuscì a riprendere conoscenza. Quel giorno, quegli attimi e quegli infiniti secondi di follia segnarono la fine della sua vita ‘normale’. Il tifoso (il cui nome rimane tutt’ora sconosciuto) rimase con danni permanenti al cervello e costretto su una sedia a rotelle.

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Le vie di South Shields a fine anni 90

Nel frattempo i tifosi del Newcastle erano riusciti a scappare su un altro traghetto che li riportava dall’altra parte del fiume, mentre i tifosi del Sunderland si erano dileguati per le viette del quartiere circostante. Dopo giorni d’indagini e un’infinita raccolta di testimonianze, vennero arrestate 160 persone legate ai fatti dei “Traghetti di sangue. Fu accertato che lo scontro era stato pianificato tramite i cellulari delle persone indagate, e tutti i telefonini vennero resi oggetti di prove contro gli imputati. Fu la prima volta che si sentì parlare di tifoserie che si danno appuntamento tramite i telefonini. Un giornalista del “Chronicle” riportando le testimonianze in tribunale per il suo giornale, parlò addirittura di una battaglia alla “Braveheart”, il famoso film che opponeva scozzesi e inglesi.

Una rivalità ultra secolare. Due città tanto vicine geograficamente quanto lontane nella mentalità e nelle ideologie. Newcastle e Sunderland, sono, certamente, destinate, a far parlare ancora di sé. Pensate solo se Re Carlo I, nel 1600, non avesse fatto quell’emendamento. Cosa sarebbe successo alle due città e ai due rispettivi abitanti? 

Scritto da Matteo Martino

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