Berwick Football Club – La squadra di tutti e di nessuno

Quando da sud, in una cornice tra il perenne grigiore del Mare del Nord e le malinconiche dune di sabbia di Cheswick e Groswick, ci si avvicina a Berwick Upon Tweed, con le sue mura, appollaiata lì, sulle colline del Northumberland settentrionale, ci si accorge già di essere isolati dal mondo. Mentre il treno passa sul Royal Border Bridge, mentre alle spalle ci si lascia i villaggi di Tweedmouth e East Ord, non si può fare a meno di pensare di essere capitati in un’altra Nazione. Come sottolinea anche il corso del fiume Tweed, che con la sua linea naturale rimarca il fatto che da un lato sei in Inghilterra, dall’altro in Scozia.

Le città più vicine a Berwick sono da un lato Newcastle Upon Tyne, a sud, che dista 63 miglia mentre a nord troviamo Edimburgo: la capitale scozzese si trova a 56 miglia dalla cittadina di confine inglese. Ma la fragilità e l’isolamento di questa comunità lo si percepisce sin da subito. Dal 1482, ovvero dalla guerra Anglo-Scozzese, questo centro del Northumberland settentrionale rimase sempre sulle sue. Non si schierò allora per Inghilterra o Scozia nella guerra civile, come non si schierò poi durante tutte le lotte interne storico geo-politiche che hanno visto protagoniste le due nazioni del Regno Unito. Anche le persone, camminando per le piccole vie del centro, potrebbero sembrare a prima vista scorbutiche o disinteressate. Magari non è così se poi approfondisci le cose, magari davanti a una pinta in uno dei pub della città, ma a primo acchito, lo possono sembrare. Attenti però a chiamarli ‘Geordie’ (nomignolo a cui ci si riferisce per le persone provenienti da Newcastle). Loro preferiscono essere riconosciuti come Northumbrians, ossia provenienti da una contea inglese, ma con l’accento tipico scozzese di pronuncia, quello che hai quando, come dicono loro, ‘ti brucia la gola’.  Anche da queste particolarità si capiscono molte cose sull’identità di questa cittadina sulle sponde del fiume Tweed. Inglesi o scozzesi, scozzesi o inglesi?

Berwick Rangers

Quando scrissi il mio libro sulla squadra di calcio della città, questa domanda capitava e ricapitava sempre nella mia testa, alla fine andai in un pub del paese per chiarirmi le idee, e a un certo punto feci la stessa domanda al signore che lavorava li, dietro al bancone: mi rispose ‘Sono Irlandese di Berwick’. Questo mi fece venire ancora più dubbi di quanti ne avessi prima!

Così Tom Maxwell commentò una volta il suo libro in uscita ‘The Lone Rangers’, che parlava della storia del Berwick Rangers Football Club, squadra locale di Berwick.

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Il Berwick Rangers Football Club fu fondato nel 1881, anche se giocò il suo primo match nel 1884. Fino al 1905 la squadra compariva nel campionato locale del Northumberland mentre dalla stagione successiva, per motivi, si dice, logistici e di vicinanza, sceglie di iscriversi alla Football Association Scozzese. Fino al 1955 i ‘The Boarderers’ giocarono nella Non-League scozzese (serie minori semi dilettantistiche), ma è nel 1951, con la riforma della piramide del calcio scozzese, che le cose cambiano. I Gers di Berwick vengono iscritti alla terza divisione, ultima lega professionistica scozzese. Da qui, in poi, nonostante l’euforia, inizieranno le prime difficoltà. Nessuno vede di buon occhio questa cittadina inglese, con la sua squadra, calcare i campi  di calcio in Scozia. Ma il club va avanti, nonostante i mugugni degli altri club della Football League, e inaugura anche il suo stadio, Shielfield Park, nel 1955.

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Nel maggio del 1964, ecco uno degli episodi che riscrivono la storia di questo piccolo ma controverso club: a Glasgow, sponda Rangers, si tenta un vero e proprio ‘golpe’ ai piani alti della FA scozzese. I Rangers non sono d’accordo con la ristrutturazione attuata nel’51 delle leghe professionistiche, e vogliono una contro riforma, che prevedeva, appunto, l’espulsione del Berwick Rangers e altri tre club dalle leghe professionistiche e non. Fu avanzata una vera e propria campagna, con a capo i Rangers, appoggiati da altri club, contro i Bewees. Avevano lo stadio piccolo, a ogni partita c’era il rischio d’incidenti tra le tifoserie ecc ecc. Queste erano le motivazioni più disparate. La verità, è che da buon scozzese, un inglese a casa tua, non lo vuoi mai. E infatti alla prima sentenza il Berwick venne dichiarato dalla Corte, illeggibile nella FA di Scozia. Ma la cittadina inglese non si arrese, fece fronte comune con le altre squadre accusate di illeggibilità, trovarono un alleato insperato, quanto ovvio, quando si trattava di andare contro i Blue di Glasgow: il presidente del Celtic Robert Kelly. E fu grazie, appunto, all’intervento di Kelly e di un avvocato dei Celtic di Glasgow, messo a disposizione per le squadre malcapitate, che un mese dopo, nel giugno del 1964, alla Inner House of the Court of Session, il Berwick Rangers e le altre squadre coinvolte prese a pretesto per far fuori i Bewees, vinsero l’appello contro i Glasgow Rangers e i suoi alleati, e rimasero a giocare nella Football League Scozzese.

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Poi si sa, il football a volte può essere veramente beffardo. Chiamatelo destino, o casualità, fatto sta che si è rivelato proprio beffardo. Stagione 1966/67, due anni dopo, a Edimburgo viene sorteggiato il primo turno di Coppa di Lega. Il Berwick Rangers dovrà ospitare, a Shielfield Park i Rangers di Glasgow, detentori del titolo. A Berwick si disse che i giorni che precedettero il match furono vissuti con un’attesa inaudita. Il 28 gennaio per gli abitanti della cittadina sul Tweed sembrava non arrivasse mai. E invece arrivò. In un Shielfield Park gremito come non mai, 13,365 persone (300 da Glasgow) mostrarono tutto il loro orgoglio. Dentro lo stadio si videro sia bandiere di San Giorgio (Inghilterra) che di Sant’Andrea (Scozia). Berwick era tutta là quella sera di gennaio, a mostrare al Paese che si poteva essere ‘diversi’ ma allo stesso tempo orgogliosi, sapendo di esserlo. La partita fu una vera e propria battaglia, i giocatori dei Rangers vennero accolti con lancio di sassi al loro bus tanto che il Manager dei Blue, Scott Symon, venne colpito alla testa prima del match. Al 32’ del primo tempo, il centrocampista del Berwick, Sammy Reid, fa gol. Berwick esplode. Nessuno crede ai suoi occhi, la matricola che batte i campioni, ancora una volta, mettendo in difficoltà i giganti del calcio scozzese.

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La battaglia si fa ancora più aspra nel secondo tempo. Jim Forrest risponde con insulto a un tifoso del Berwick mentre si appresta a calciare un calcio d’angolo, ne nasce una quasi rissa che sarebbe potuta degenerare se non fosse stato per il pronto intervento della polizia a bordo campo. La partita finisce e il verdetto è unanime: Berwick 1, Glasgow Rangers 0. Un pomeriggio di gloria, passato alla storia e tramandato di generazione in generazione che ancora oggi,  viene considerato come la più grande sorpresa (e impresa) del calcio scozzese. I Rangers non erano mai usciti al primo turno di questa competizione. Berwick, si disse, festeggiò l’evento per più di una settimana.

Questa sconfitta a Ibrox e dintorni verrà ricordata sino ai giorni nostri, tant’è che nel 2011, su pressioni dello Stranraer FC, squadra di terza divisione scozzese, viene chiesto alla Lega di bandire le croci di San Giorgio, soprattutto in trasferta, ai tifosi dei ‘The Boarderers’, perchè incitanti alla violenza. La risposta del Berwick non si è fatta attendere, visto che la società fece da subito realizzare del merchandising ufficiale sia lo croce di San Giorgio che con quella di Sant’Andrea.

Friends and officials of Berwick Rangers FC pose for photos at the pitch side, prior to the 3rd Division football game of Berwick Rangers versus Glasgow Rangers Football Club, at Shielfield Park, Berwick-Upon-Tweed, England, on Sunday 26th August 2012.  The final score was 1-1.

Il destino, però, si ripresenta puntuale. Nei mesi successivi si viene a sapere che la mozione dello Stranraer FC ebbe fondamento proprio a Glasgow, sponda Gers. Tra continui dispetti, e ripicche, succede che i Blue di Glasgow, dopo il fallimento, vengono retrocessi in terza serie. È il 2012. Ancora una volta, Berwick risponde. E’ il 26 agosto quando le due squadre tornano ad affrontarsi dopo oltre 45 ani dall’ultima volta. La partita finirà 1-1, ma la tensione tra le due tifoserie fu alle stelle. Da Glasgow arrivarono moltissimi tifosi, che a parte qualche atto di vandalismo nel piccolo centro cittadino, non trovano nessuno sulla loro strada verso Shielfield Park. Il motivo? Tutta la città era lì, dentro e intorno lo stadio, con i vessilli di San Giorgio e Sant’Anadrea che spiccano al cielo, sfidando il divieto della federazione.

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Perché tuttavia, a Berwick una cosa resterà sempre inalterata: la città, la sua gente e la sua squadra di calcio sono e saranno sempre orgogliosi della loro singolarità e identità. Inlgese o no, scozzese o no. Come dicono da quelle parti, noi siamo entrambi e nessuno.

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