L’esperto: “Sopravvivere a un attacco terroristico? Bisogna agire come un gruppo hooligans”

A parlare, questa volta, non è un giornalista qualunque o uno dei sopravvissuti all’ennesimo attacco terroristico di quei coglio*i affiliati all’ISIS. Le parole che avete letto nel titolo e che rileggerete poi in questo articolo sono state pronunciate direttamente da John Geddes, 60enne inglese con 14 anni di esperienza nella SAS, la Special Air Service, uno dei reparti più importanti delle forze speciali dell’impero britannico.

Secondo quanto da lui dichiarato, nel caso si avesse la sfortuna di ritrovarsi coinvolti in un evento come quello capitato a Londra sabato scorso, sarebbe di fondamentale agire, pensare e comportarsi come un gruppo hooligans. Ma andiamo nello specifico.

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Come tutti ben sanno, tra le tante caratteristiche dei gruppi organizzati di tifosi, la violenza è una parte integrante. Non vogliamo dire fondamentale, perché non è su questo che si basa la sopravvivenza di un gruppo in quel contesto, ma sicuramente un fattore influente. Immedesimiamoci per qualche secondo nella situazione: tre terroristi, armati di coltello, si dirigono verso di voi con intenzioni tutt’altro che pacifiche. Stando alle parole dell’ex militare, la cosa PEGGIORE da fare è quella di restare fermi o sdraiarsi a terra inermi senza reagire.

Qualsiasi, ma davvero qualsiasi cosa si trovi alla nostra portata di mano, può essere utilizzata come arma contundente: una pinta di birra (piena o vuota), una bottiglia di vetro, posate di vario genere o anche gli ombrelloni esterni che ci sono nei ristoranti o pub. Tutto può contribuire a mettere in difficoltà il nostro avversario e renderlo vulnerabile.

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Una cosa è importante da ricordare: i terroristi sono esseri umani come noi, non cyborg in stile C-17 di Dragon Ball o robot ricreati in laboratori e indistruttibili. Anche loro cadono a terra con una coltellata all’addome o una pallottola in testa. Sono tali e quali a noi, semplicemente hanno più cattiveria.

In certe occasioni bisogna prendere decisioni razionali e non emozionali. È importantissimo da ricordare. Stiamo parlando di sopravvivenza, non di una cena con gli amici. Qualsiasi tipo di liquido, freddo o caldo che sia va bene per disorientare chi si ha davanti.

Così parla il signor Geddes, nel suo libro: “Be A Hero: The Essential Guide to Active Scooter Incident”. 

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In quei momenti bisogna diventare e agire come un gruppo, prendere qualsiasi cosa sia nelle vicinanze e scagliargliela contro. Le opzioni sono due: o corri talmente veloce da seminarli o combatti. Per chi non è fisicamente portato, correre non è un’opzione, quindi bisogna sapersi difendere.

Ed effettivamente come dargli torto? I terroristi sanguinano e soffrono come tutti quanti noi, è un dato di fatto. Ritrovarsi all’interno di  un locale potrebbe addirittura risultare un vantaggio, non tanto perché ci si può riparare nello scantinato o in cucina ma anche perché si ha la possibilità di reagire. Come? Ce lo spiega John:

Se si è in gruppo prendere un tavolo o una sedia e rallentare la loro avanzata vi permetterà di prendere tempo. Bisogna diventare per qualche minuto primitivi e cercare di pensare alla propria vita e a come salvarla. I liquidi, specialmente quelli freddi, sono un grandissimo impedimento. Se scagliati in faccia, possono davvero disturbare o disorientare il possibile terrorista e potrebbero darvi la possibilità di aggredirlo fisicamente e disarmarlo. Va considerata ogni cosa.

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Non solo: tra le pagine si leggono anche alcuni consigli sul come difendersi, qualora ci si trovasse in una situazione più complicata o si fosse troppi vicini all’attentatore.

Arrotolarsi attorno al braccio, avambraccio o spalle un qualsiasi indumento (in particolare giubbotti o k-way) vi renderà meno vulnerabili e anche più sicuri. La consapevolezza di essere maggiormente protetti in caso di un’accoltellata, vi permetterà di essere più lucidi. MAI dare le spalle all’avversario, nella fretta si rischia di cadere e dar loro la possibilità di colpirvi alle spalle. Bisogna essere uniti, se si è un gruppo, e diventare per qualche minuto come un gruppo di hooligans: coesi, uniti, pronti a difendersi con qualsiasi cosa a vostra disposizione. Ricordatelo, ne va della vostra vita.

Consigli che in certi punti possono sembrare banali ma che effettivamente hanno un senso. Chi compie determinate azioni, non è certo sano di mente, cerchiamo di sfruttare anche questo vantaggio.

 

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