Londra, alla scoperta di ciò che resta del vecchio Wembley

Londra è facilmente riconoscibile come una delle capitali del calcio, con un numero di squadre – e, di conseguenza, di stadi – con pochi paragoni nel mondo.

Proprio sul discorso stadi, soprattutto negli ultimi anni, stanno cambiando molte cose in città, con i nuovi impianti che non solo prendono il posto dei vecchi, ma talvolta ne cancellano totalmente anche il ricordo tangibile. È il caso recente di West Ham e Tottenham, con Boleyn Ground e White Hart Lane demoliti completamente (ma potremmo andare anche più indietro con il The Den del Millwall).

E se non parliamo di squadre di Club, il caso per eccellenza è quello dello stadio nazionale, Wembley. Totalmente demolito fra il 2002 e il 2003, e ricostruito nei quattro anni successivi, non ha lasciato nulla di sé ancora visibile a tifosi e appassionati. O quasi.

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Sì, perché in realtà c’è qualcosa del vecchio Wembley ancora “in piedi” e che si può anche toccare con mano. Non si tratta di qualche memorabilia nella vetrina di un museo – e nemmeno del maxischermo originale trasferito nell’autunno scorso allo stadio del Mansfield.

Stiamo parlando letteralmente di un “pezzo” di una delle due torri del vecchio stadio, che accoglievano i tifosi lungo la lunga rampa di avvicinamento all’impianto, in quello che è uno storico rito che continua a ripetersi in occasione delle finali di coppa o delle partite dell’Inghilterra.

Questo pezzo originale di Wembley si trova a poca distanza dallo stadio ma dovete comunque organizzarvi per andarci apposta. Se “Wembley Park” (Jubilee o Metropolitan line) e “Wembley Central” (Bakerloo line o Overground) sono le fermate della metro per arrivare allo stadio, in questo caso dovrete fermarvi un po’ prima.

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Scegliete la linea Overground o la Bakerloo e mettete la vostra puntina di viaggio sulla fermata “Stonebridge Park” (è quella prima di arrivare Wembley). Uscite dalla piccola stazione, girate a destra e poi a sinistra, infilandovi sulla North Circular Road – direzione nord. Camminate per 300m circa, superando un grosso incrocio, e vedrete subito un parco pubblico sulla vostra sinistra (Tokyngton Recreation Ground).

Entrate seguendo il vialetto e proseguite verso l’interno, fino ad arrivare in una zona alberata, con alcune case sulla destra. Vedrete una piccola collinetta che, da lontano, vi sembrerà avere al centro una statua o qualcosa di simile. Avvicinandovi scoprirete la realtà. Vi troverete di fronte al pennacchio originale di una delle due torri del vecchio stadio di Wembley.

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Per intenderci, quel piccolo elemento che faceva da sostegno alla bandiera issata sulla torre. Una parte molto piccola, se rapportata ai 38m totali d’altezza delle “Twin Towers” dello stadio inglese, ma in grado di avere una sua identità anche se lasciata da sola in un contesto totalmente nuovo.

Un elemento alto circa 1,70, rovinato in un paio di punti dai lavori di demolizione dello stadio, ma ancora intatto nel suo complesso e capace di trasmettere il senso architettonico che aveva lo stadio originale. La forma, gli incavi e il profilo ingentilito dimostrano quanto i progettisti, nel 1923, avessero dato attenzione a ogni componente, anche il più piccolo o il meno visibile.

Conservato appositamente dopo la demolizione dell’impianto venne posizionato qui, nel parco dove scorre il fiume Brent – che dà il nome a questa zona della città, dove sorge anche lo stadio (passeggiando nel parco potrete facilmente scorgere l’arco del nuovo Wembley, che dista appena 1km in linea d’aria).

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Un ricordo che per alcuni forse non sarà abbastanza, e anche situato in una posizione strana, tale da renderlo un po’ malinconico. Ma stando vicino a questo piccolo pezzo del vecchio stadio, toccandolo con mano, si percepisce molto bene quanto poteva essere importante l’impatto del vecchio Wembley, a lungo considerato il “tempio del calcio” per il fascino e la tradizione che lo caratterizzavano.

Scritto e redatto da Antonio Cunazza, curatore archistadia.it

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