Incubo hooligans nel nordest dell’Inghilterra

Il Regno Unito è risaputo per essere la patria di alcuni dei più grandi poeti, filosofi e scrittori della storia della letteratura. La patria del gin e di molti movimenti musicali che hanno dominato la scena dal secondo dopoguerra in poi. Patria del calcio e dei suoi tifosi. Patria delle sottoculture e degli hooligans, quelli cattivi, armati fino ai denti, che giravano l’Inghilterra e tutta l’Europa a far casino e a menarsi con i tifosi avversari.

Il Regno Unito è tutto questo e un insieme di tante altre bellissime cose. Sfortunatamente però, gli hooligans nel corso degli anni non si sono fatti una bella reputazione: le ferite mortali riportate da alcuni tifosi e le stragi che portarono al decesso di centinaia di supporters furono la goccia che fece traboccare il vaso e che diede in qualche modo “l’input” al governo di agire. La stesura del Taylor Report, le repressioni e le leggi ad hoc emanate dal parlamento hanno impedito a tutto il movimento di espandersi ancor di più a macchia d’olio in tutto il paese e causare danni ancora peggiori.

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Negli ultimi anni gli episodi di violenza si sono limitati ad aree ben precise del paese, salvo qualche rara eccezione che ha visto coinvolte tifoserie storicamente “tranquille”, tanto che le stesse firm spesso si mobilitano in gran numero solo in determinate occasioni.

Attenzione particolare va riservata al nordest dell’Inghilterra, specialmente la zona che delimita le città di Newcastle, Sunderland, Middlesborough e Hull. Qui, negli ultimi mesi, si sono verificati diversi episodi di violenza, completamente estranei dall’ambito calcistico ma collegati a eventi pubblici come festival party vari.

Come spesso capita ai tifosi di Newcastle e Sunderland ritrovarsi a far festa nello stesso locale del centro di una delle due città, capita, anche se più raramente, anche ai tifosi di Hull e Middlesbrough. Ovviamente qualche episodio relativo agli incontri di campionato tra le  varie squadre c’è stato, come una rissa nei pressi della stazione dopo Middlesbrough – Sunderland della scorsa stagione, che è comunque un nulla di fatto rispetto a quello che è successo nel novembre del 2015 tra un gruppo di tifosi dell’Hull City e un gruppo di tifosi del Boro.

La sfida tra le due squadre, valevole ai tempi per la Championship, era finita da molte ore e quasi tutti i supporters erano oramai rientrati nelle loro case. Tutti, eccetto un folto gruppo di giovani ragazzi provenienti da Middlesbrough, che decisero di trascorrere la serata nel centro storico di Hull.

Mentre passeggiavano, si sono ritrovati difronte a un locale gremito da tantissimi altri ragazzi, molti dei quali appartenenti a uno dei gruppi più violenti e burrascosi della tifoseria dell’Hull City. Da un rapido scambio di battute, si è passati in pochi secondi alle mani: la rissa si è ingigantita, causando non pochi problemi a chi si trovava nelle vicinanze.

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Il processo, svoltosi in queste settimane, ha portato all’arresto di 6 imputati (tutti di età compresa tra i 22 e i 32 anni) e alla condanna, con pena sospesa, di altri 7 ragazzi. Per loro è ovviamente scattato il ban preventivo e per i prossimi 5 anni non potranno più accedere a uno stadio inglese. Al di là di quanto successo però, è evidente che il calcio non rappresenti la reale motivazione che ha spinto questi giovani a prendersi a pugni: qualora dovessero ritrovarsi a far serata in una delle due città, siamo certi che non si stringeranno la mano in segno di pace.

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