Everton, che fine farà Goodison Park?

La notizia arrivata a inizio 2017 dell’approvazione da parte del comune di Liverpool dei piani presentati dall’Everton per la costruzione del nuovo stadio, era stata accolta con grande entusiasmo sia dalla società che dai tifosi. Per dare seguito a tutto l’impegno profuso nei mesi precedenti, il club non ha voluto perdere nemmeno un secondo del suo tempo e ha subito lanciato un sondaggio tra tutti i supporters abbonati o associati in qualche modo all’Everton, per chiedere loro un consiglio fondamentale: quale dovrà essere la struttura dello stadio?

Uno dei tanti prospetti fatti sul design del nuovo stadio dell'Everton
Uno dei tanti prospetti fatti sul design del nuovo stadio dell’Everton

La risposta, come ci si auspicava, è stata forte e chiara: non vogliamo fare la fine di West Ham e Arsenal. In altre parole, i tifosi dei Toffees non vogliono che il loro trasferimento nel nuovo stadio sia anche sinonimo di perdita di identità e passione e che il nuovo impianto non rappresenti l’ennesima grande attrazione della città ma un luogo dove il calcio, qualora ci fosse il bisogno di ricordarlo, viene prima di tutto.

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Ad avvalorare la tesi dei tifosi, ci aveva pensato qualche settimana fa proprio Farhad Moshiri, proprietario dell’Everton da poco più di un anno, che in un’intervista riguardo all’avanzamento dei lavori per il nuovo stadio aveva affermato:

Noi siamo un grande club e non vogliamo diventare un museo.

Anche lui, come i tifosi, forte e chiaro: c’è voglia di cambiamento ma è importante rispettare le tradizioni.

Risolta questa questione però, la domanda che sorge spontanea è un’altra.

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Qual è il destino di Goodison Park?

Nessun passo è stato fatto in questa direzione, tanto che l’argomento sembra essere di minor importanza rispetto a tutti permessi che la società deve ricevere per dare il definitivo via libera ai lavori, ma non è escluso che la vicenda possa diventare presto di dominio pubblico.

E Goodison Park, effettivamente, non è solo uno stadio. O meglio, è soprattutto uno stadio, perché da oltre cento anni ospita con cadenza regolare le partite casalinghe dell’Everton FC, ma nel suo insieme può essere considerato un vero e proprio sito storico della città di Liverpool. Dalla “nuova” tribuna costruita su 3 livelli, fino alla chiesa situata in uno dei 4 angoli dello stadio, ancora oggi frequentata dalla gran parte degli abitanti del quartiere e luogo di preghiera per molte famiglie che hanno fatto seppellire i loro cari nel giardino esterno alle mura e che dista di fatto pochi metri dalle tribune dove i tifosi, ogni sabato, incitano i loro idoli.

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Oltre a questo va considerata la totale rivalutazione immobiliare che subirebbero tutte le case del quartiere di Everton: far sparire lo stadio o demolirlo per costruirci altro, potrebbe influire sulla valutazione economica di ogni singola residenza, a oggi avvalorata proprio dal continuo e incessante lavoro di Goodison Park per la società di Liverpool.

L’obiettivo del club sarebbe quello di evitare la demolizione e, dove possibile, riutilizzare in maniera diversa tutto l’impianto. Qualora fosse riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale mondiale, potrebbe benissimo rimanere lì con il solo scopo di essere ammirato e visitato ogni anno da decine e decine di appassionati. Qualora invece si volesse continuare ad utilizzarlo, l’Everton potrebbe decidere delegare l’organizzazione al comune e dare la possibilità a tante scuole calcio di svolgere al suo interno eventi sportivi o festival collegati al mondo del calcio, che spesso richiamano da ogni parte del paese decine di migliaia di persone.

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Insomma, gli scenari per il futuro di Goodison Park sono davvero tanti e la cosa che sorprende di più è che, per una volta, la demolizione rappresenta al momento una delle opzioni più improbabili e in netta minoranza rispetto a progetti molto più validi come quello delle attività per società sportive di Liverpool. E voi? Che fine fareste fare allo stadio dell’Everton?

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