Le 4 cose che Sir Alex Ferguson voleva dal suo Manchester United

I 38 trofei conquistati in 26 anni di carriera all’ombra dell’Old Trafford gli hanno permesso di diventare uno degli allenatori più forti della storia del calcio, se non il più forte in assoluto. Dal suo ritiro nel maggio del 2013, la sua passione infinita per i Red Devils e la sua incapacità di rimanere lontano da un campo di calcio, gli hanno dato la possibilità di continuare ad essere un assoluto protagonista.

Che sia la tribuna d’onore dell’Old Trafford o quella dello stadio che ospita il Manchester United, Sir Alex Ferguson c’è sempre. Nonostante la presenza di Mourinho, rimane una delle personalità più influenti e importanti all’interno dell’ambiente Red Devils.

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Ma cosa ha permesso alla SUO Manchester United di diventare così forte e di vincere con una continuità fuori dal normale? A rivelarlo è Rene Meulensteen, ex assistente di Sir Alex dal 2007 al 2013. L’olandese ricorda benissimo il giorno in cui fu chiamato in ufficio dal manager scozzese he aveva deciso di affidargli le redini della prima squadra, dopo 5 anni passati alla guida delle giovanili del club.

Ascoltami bene Ren. Non sono io a doverti insegnare il mestiere,ma ti dirò esattamente che cosa voglio veder fare da quei giocatori. Il possesso palla è importante ma solo se fatto con uno scopo. Quello che voglio io è RITMO, INTENSITA’, VERTICALIZZAZIONI E IMPREVEDIBILITÀ’. Non chiedo altro.

MANCHESTER, ENGLAND - NOVEMBER 06:  Manager Sir Alex Ferguson of Manchester United (R) speaks to First Team Coach Rene Meulensteen during a first team training session, ahead of their UEFA Champions League Group H match against SC Braga, at Carrington Training Ground on November 6, 2012 in Manchester, England.  (Photo by Matthew Peters/Man Utd via Getty Images)

Così Meulensteen ricorda il suo primo giorno affianco di campioni come Giggs, Scholes e Cristiano Ronaldo. Che dite, se non lo avesse avvisato quella banda di fenomeni sarebbe riuscita addirittura a giocar male?

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