Everton, la rivelazione di Rooney: “Vi spiego perché sono tornato qui…”

La strepitosa carriera che lo ha visto diventare il miglior marcatore della storia della nazionale inglese e il miglior goleador della storia del Manchester United (ad oggi la squadra inglese più titolata del paese) probabilmente non gli bastava. Dopo aver capito che nello spogliatoio dei Red Devils non c’era più posto per lui, ecco arrivare la decisione che in pochi, inizialmente, si aspettavano: il ritorno a Goodison Park.

Una scelta di cuore, dettata dalla voglia di terminare quel qualcosa cominciato circa 15 anni fa quando, ancora teenager, fece impazzire i tifosi dell’Everton con quel gol all’Arsenal che gli spalancò poi le porte nel mondo dell’élite calcistica. Non che i Toffees siano una società di poco conto, ma con loro, probabilmente, non sarebbe stato in grado di vincere tutto quello che ha vinto dal 2002 ad oggi.

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Optare per l’Everton, però, non è stato così semplice. Sebbene l’età e la sua forma fisica lo penalizzino un pochino, Rooney era comunque un attaccante ambitissimo, ricercato da diversi club inglesi, da un club cinese e da un paio di club europei. La possibilità di continuare la sua carriera ad alti livelli e continuare a guadagnare decine di milioni di euro era sicuramente allettante, ma alla fine si è deciso a dimezzarsi l’ingaggio e fare ritorno in quello stadio e in quella città che lo hanno cresciuto e poi lanciato nel mondo del calcio. E ad ammettere la difficoltà della decisione, ci ha pensato lui stesso in una recente intervista:

Alcuni tifosi pensano probabilmente che non sia all’altezza di giocare in questa squadra, ma starà a me farli ricredere. Che poi, questo è uno dei motivi per cui sono tornato: la motivazione. Potevo benissimo andare in altri club di Premier League ma qui la gente si aspetta che io sia il migliore ad ogni partita, come è giusto che sia. Questa pressione e queste aspettative mi spingono a dare il 100% in ogni cosa che faccio. Quale miglior posto per dare il massimo se non casa propria, tra la propria gente? È così che a me piace giocare.

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A confermare il suo punto di vista, ci ha pensato in un secondo momento il suo allenatore, Ronald Koeman, che ha voluto precisare come l’acquisto di Wayne Rooney non sia stato fatto per completare il reparto offensivo, quanto per dare alla squadra e allo spogliatoio quell’esperienza e quella creatività necessarie per continuare a crescere nel corso dei prossimi anni.

Avevamo bisogno di lui ma non ci aspettiamo che segni 25 gol. A noi interessa la sua mentalità vincente, la sua esperienza, il suo carisma. Questi sono i reali motivi della sua acquisizione.

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A vedere come sono andati i primi 90 minuti, c’è davvero da chiedersi quanti saranno i gol che l’attaccante inglese potrà realizzare nel corso della stagione appena cominciata. La vittoria per 1-0 sullo Stoke City porta proprio la sua firma. Sicuri che sia un giocatore finito?

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