Arsene Wenger racconta il suo “no” alla panchina del Manchester United

Il suo nome per alcune settimane è ridondato all’interno delle pareti dello spogliatoio dell’Old Trafford. Martin Edwards, ex presidente del Manchester United, nel nuovo libro in uscita in questi giorni nelle librerie inglesi, ha raccontato il momento nel quale Sir Alex Ferguson gli ha comunicato che avrebbe lasciato il suo ruolo manageriale e la sua testa è andata in completa confusione, iniziando a pensare quale fosse (o se quantomeno esistesse) un possibile sostituto.

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Le rivelazioni hanno ovviamente fatto in fretta il giro della stampa nazionale ed europea, tanto che lo scorso fine settimana, durante la conferenza stampa di preparazione al match contro il Bournemouth, Wenger ha dovuto ammettere la veridicità delle parole di Edwards, spiegando il motivo che lo ha spinto a rifiutare l’offerta.

Mi sono semplicemente chiesto: ok, il Manchester United è sicuramente un’opzione molto attraente ma ho davvero bisogno di una nuova sfida? Sono o non sono felice all’Arsenal? Mi sono detto di sì, ero troppo legato a questa realtà e alla sua storia. Ero innamorato dell’Arsenal e per questo ho deciso di restare, rifiutando l’offerta. Da quel momento sono cambiate tante cose come sapete, ma a quei tempi era tutto così chiaro.

LONDON, ENGLAND - JANUARY 22:  Arsene Wenger the Manager of Arsenal and Alex Ferguson the Manager of Manchester United shake hands before the Barclays Premier League match between Arsenal and Manchester United at Emirates Stadium on January 22, 2012 in London, England.  (Photo by David Price/Arsenal FC via Getty Images)

Secondo il francese quindi, sarebbe stato il suo amore per l’Arsenal a fargli rifiutare l’offerta dei Red Devils. È difficile poter dire che in quel particolare momento storico del calcio inglese, ovvero quando si ritira l’allenatore più vincente di sempre, cosa fosse giusto o meno. Quel che è certo è che ora l’Arsenal vive uno dei suoi momenti più bui da 20 anni a questa parte e Wenger non è mai stato così vicino all’esonero.

Al contrario, a Manchester, dopo diversi tentativi lo United sembra aver trovato stabilità con Mourinho. Così come noi, anche Wenger nel 2013 non poteva prevedere il futuro ma, se vi foste trovati voi nella sua situazione, che cosa avreste fatto?

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Ritornando all’attualità, dopo lo spauracchio Colonia, i Gunners affrontano in campionato il Chelsea in quella che sembra essere la partita spartiacque (sì, già spartiacque a metà settembre) della stagione. Domenica pomeriggio, alle ore 14.30, in streaming su NOW TV (il servizio che vi permetterà di iscrivervi senza alcun vincolo di contratto e vedere in diretta le azioni del derby di Londra), l’ennesima sfida tra Wenger e Conte promette spettacolo.

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I due allenatori si sfidano per la 3^ volta in  4 mesi e dopo le due recenti batoste, il tecnico dei Blues non ha nessuna intenzione di perdere contatto con la vetta. Vincere è d’obbligo, sia per la classifica che per il morale. Dall’altra parte però, ci sarà un Arsenal più indemoniato che mai e pronto a fare lo sgambetto a una delle sue storiche rivali. La sfida è aperta, che vinca il migliore!

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